Goodbye Facebook 2008-2018

Cristiano Porqueddu Various thoughts 6 Comments

Non ho mai fatto segreto del mio punto di vista circa i social network: li reputo, in linea generale, un valido sistema di comunicazione e se usati con intelligenza anche un ottimo vettore per l’attività professionale. Sono iscritto dal 2008 al celeberrimo sito blu e anche grazie ad un uso mirato è indubbio che la mia attività ne abbia tratto un qualche giovamento. Niente di trascendentale, beninteso, ma a qualcosa è servito.

Tuttavia, negli ultimi dodici mesi, ho monitorato con l’ausilio di piattaforme costruite ad-hoc la resa e l’effettiva utilità di Facebook. Nonostante le visite a questo sito internet ed al mio blog per una importante percentuale siano veicolate proprio dal social network di Zuckerberg, nonostante la cura maniacale nella scelta dei contatti e dei post da visualizzare nello streaming principale e nonostante i consigli ricevuti da esperti del settore, ho notato un drastico aumento di funzionalità sostanzialmente inutili, una grande invadenza della pubblicità delle grandi corporazioni e aziende (inutile bloccare le inserzioni: riappaiono sempre con nomi diversi) nonché, cosa più grave, un costante peggioramento degli interventi volti nella stragrande maggioranza a seminare intolleranza, divisione, frustrazione.

Ho spento la televisione da molti anni proprio per evitare questo genere di black-news, dove il macabro e il pessimo la fanno da re in ogni canale, trasmissione o dibattito. Del lato culturale, poi, è meglio non parlare. Ebbene, spento il vecchio scatolone nell’ultimo periodo ho verificato che l’atteggiamento distruttivo e negativo di ogni cosa fuori dalla porta di casa non era solo una prerogativa dei canali informativi ma di una percentuale preoccupante di contatti. Ho iniziato a silenziarne una trentina, bloccare pagine con notizie inutili ma niente da fare: anche i più insospettabili sembra provino un gusto morboso a disegnare un mondo infimo, devastato, pericoloso, minaccioso. Persino le notizie meteorologiche adesso fanno uso di terminologia da guerrilla come allerta, allarme, codice rosso.

Scusate ma io non ci sto. Scendo da questo circo. Non perché non sappia che ci sono cose che non sono proprio corrette (per usare un eufemismo) ma perché esistono altrettante cose che vanno per il verso giusto o almeno ci provano.

I recenti aggiornamenti di WordPress, la piattaforma open-source su cui si basa il mio sito internet dal 2011, mi mettono in condizione di rinunciare in via definitiva agli aggiornamenti del mio profilo Facebook e usare quest’ultimo insieme a tutti i miei canali social solo come richiamo con update automatici. A lato, ho notato che rimosse le relative applicazioni dal mio smartphone (Twitter, Facebook eccetera), questo ha guadagnato in autonomia nell’ordine del 30% (!) e in efficienza.

Addio Facebook, significa anche che canale di messenger rimarrà attivo solo per un ristrettissimo numero di contatti e che chiunque abbia voglia di contattarmi dovrà necessariamente farlo usando l’email.

Comments 6

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  1. Ho letto il post e sono d’accordo con te. Con quello che fai il tempo da dedicare ad una cosa in più penso sia tempo prezioso. Gli aggiornamenti cmq il profilo li riceverà ugualmente?
    Un grande saluto.

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      Sì Marco. I nuovi post che verranno pubblicati qui saranno automaticamente pubblicati sui principali social network. La loro lettura tuttavia sarà possibile facendoci clic sopra.
      In buona sostanza verrà inviato un link con un’immagine che consentirà la visualizzazione diretta del post. La lettura avverrà solo nel caso si sia interessati.
      Meglio no?

        1. Post
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