Lezioni di musica. Cambio di rotta.

Cristiano Porqueddu Various thoughts Leave a Comment

Il 2019 segna il mio ventesimo anno di esperienza nel campo della docenza. Ho fino ad oggi tenuto lezioni presso Scuole pubbliche, Scuole Comunali, Scuole Civiche di Musica, Corsi e Seminari organizzati da enti privati e pubblici.

Da sempre tengo lezioni uno ad uno, ovvero, audizioni singole e lezioni costruite ad-hoc sugli allievi. Non sono mai riuscito e non riuscirei a concepire lezioni di musica valide per un numero di allievi superiore ad uno. La cosa ha sempre portato vantaggi in termini di risultati (quale insegnante non preferirebbe avere a che fare con gli allievi uno per volta?) ma nel corso delle precedenti settimane sono venuto a conoscenza di fatti che mi hanno dato da pensare. Molto.

Si tratta della orribile storia della bidella 64enne, cagliaritana, sommersa dalle accuse infamanti di pedofilia. Accuse per le quali, beninteso, nessuno è mai riuscito a dimostrare nulla e sulle quali, sedicenti psicologi, hanno rimestato a piene mani. Chi desidera approfondire può farlo leggendo l’intera storia da qui, nel testo di Selvaggia Lucarelli.
C’è da rabbrividire.

Non mi soffermerò sui dettagli della faccenda ma la cosa, come si può facilmente immaginare, mi ha dato da pensare: come moltissimi dei miei colleghi (per non dire tutti), tengo lezioni a decine e decine di ragazzi, alcuni molto giovani, altri meno. Sta di fatto che per un tempo che oscilla tra i 30 e i 60 minuti, a seconda del tipo di lezione, mi trovo da solo in un’aula con una persona. E nella maggior parte dei casi si tratti di minori.

Ora: chi mi conosce bene sa che opto più per la fiducia che per la paura ma qui la faccenda non riguarda più solo me. Se una bambina di sei anni può descrivere ciò che ha descritto nel caso di Agnese Usai (spalleggiata da esperti psicologi) la questione è piuttosto seria. Per non dire pericolosa.

Per motivi che non sto nemmeno a descrivere, dal prossimo anno, tutti gli allievi minorenni saranno costretti a fare lezione ascoltati da un loro compagno di corso o a seguire una lezione altrui. Tra l’altro, la cosa, ha un indiscutibile vantaggio in termini di formazione.
In classe, in ogni modo, non potranno più sostare allievi da soli con il sottoscritto ed entro la settimana entrante porterò la questione all’attenzione delle diverse Direzioni delle Scuole dove insegno.

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