Haug Hans (1900-1967)
Switzerland / More info in Enciclopedia de la Guitarra
Composer and conductor, was born in Basel died in Lausanne.
Italiano
da “Hans Haug e la Chitarra” di Alfonso D’Avino, Il Fronimo n.134, aprile 2006.
(Gran parte delle notizie biografiche qui riportate provengono da una documentazione privata redatta dal Prof. Matthey quale testo di presentazione del Catalogne de l'oeuvre de Hans Haug (1970) e gentilmente messa a disposizione dell'autore di questo articolo).
Figlio di Hans Haug e di Bertha Bosshardt, Hans Haug nacque il 27 luglio 1900 a Basilea, dove frequentò le scuole primaria e secondaria e dove suo padre aveva una rinomata pasticceria. Sin da bambino sviluppò un interesse spontaneo per le belle arti, che si manifestò quando, ragazzine, anziché andare a scuola, si recava nei musei e, non potendo pagare il biglietto - così racconta Renée Senn, un'amica di famiglia - lasciava quale pegno il suo ombrello al guardaroba.
Questa passione per le belle arti ispirò al nostro compositore, molto più tardi (nel 1951), uno dei suoi balletti più originali, Melos, dalla trama indubbiamente autobiografica. Esso riflette le “aspirazioni di un giovane che esita tra le arti”, che è affascinato dall'architettura, dalla scultura e dalla pittura ma che alla fine decide di dedicarsi alla musica.
Nel 1915 suo padre - temendo le angherie di una carriera artistica - lo fece assumere come apprendista presso la banca Cavin di Oron. Questo fu il suo primo contatto con il paese romanzo, che egli amò per tutta la vita. Senza aver probabilmente ricevuto alcuna formazione musicale preliminare, suonava l'organo nella chiesa di Chatillens. Ad Oron, Haug scoprì il gusto della lettura: una mattina, il custode del castello della città lo trovò addormentato sul divano della biblioteca dove evidentemente aveva trascorso la notte leggendo.
Nel 1917 Haug voltò le spalle alla banca e tornò alla sua città natale per entrare in Conservatorio. Ricevette la sua prima formazione musicale da grandi maestri quali Egon Petri ed Ernest Levy che fu il suo insegnante di pianoforte. A Zurigo seguì anche i corsi di Ferruccio Busoni. Tre anni dopo, conseguiti i diplomi di pianoforte e violoncello, lasciò il Conservatorio per iscriversi all'Accademia di musica di Monaco dove studiò composizione, strumentazione e direzione d'orchestra sotto la guida di Walter Courvoisier al quale dedicò il suo Conceno per violino e piccola orchestra, composto nel 1924.
In questo periodo del primo dopoguerra la vita non era facile e per far fronte alle loro necessità gli studenti dovevano lavorare duramente. Haug, come molti suoi colleghi di studi, dovette andare a lavorare la terra nella campagna bavarese mentre alla sera andava spesso a suonare il pianoforte nei bar per un misero guadagno.
A Monaco Haug compose alcune pagine di musica da camera. Numerosi manoscritti di lavori per tenore e orchestra raggnippati sotto il titolo Von Pagen und Ritterminne sono degni di nota. Tra i poeti che ispirarono Haug citiamo i nomi di Richard Dehmel e di Joseph von Eichendorff.
Nel 1924, terminati gli studi, cominciò la sua attività a Grenchen e a Solothurn, dove fu nominato maestro e direttore della banda municipale - per la quale compose marce e ouvertures - del coro misto e di quello femminile. Parallelamente lavorava anche con il coro della sinagoga di Basilea. Grazie ai numerosi concerti con questi ensembles Haug acquisì una grande esperienza nella direzione corale.
Dal 1928 al 1934, fu vicedirettore dell'orchestra di Radio Basilea mentre proseguiva la sua attività di pianista e partecipava a numerosi concerti di musica da camera. Numerose le sue tournées in Francia, Germania e Italia, Paese al quale si affezionò particolarmente. I poeti italiani ebbero un posto preferenziale nella scelta dei soggetti per le sue opere sceniche: i sonetti di Michelangelo gli ispirarono una cantata, i testi di Poliziano un'opera balletto, quelli di Goldoni un'opera. È questa una evidente dimostrazione della sua passione per la letteratura.
A Ginevra Haug ebbe l'incarico di dirigere l'orchestra del Kursaal ed ebbe così l'opportunità di allestire numerosi spettacoli con Josephine Baker. In questa città Haug si occupò di jazz e di musica leggera - generi nei quali lascia ugualmente qualche composizione - nonché di musica da film (storici e di attualità), per documentali e per la pubblicità. La varietà fu una costante nella sua opera.
Dal 1935 al 1938 Haug fu direttore dell'orchestra di Radio-Sottens (Radio Suisse Romande), che gli fu affidata dal suo fondatore Gustave Doret. Questo incarico gli diede l'occasione di collaborare con i maggiori solisti e compositori del momento: in particolare egli tenne dei memorabili concerti con Ignazio Paderewsky, molto elogiati dalla critica e divenne amico di Jacques Dalcroze e Jean Binet. Al fine di proporre al pubblico di Losanna le opere popolari del repertorio vocale, fondò il coro “La Chanson romande”. Nel 1936 un altro animatore della vita musicale della Svizzera francese, Charles Faller, allora direttore del Conservatorio di Chaux-de-Fonds, gli offrì le cattedre di composizione e direzione d'orchestra.
Nel 1939, Radio-Beromunster propose ad Haug la direzione della propria orchestra. Questo incarico gli lasciava abbastanza tempo per la composizione di numerosi Festspiele. Durante l'esposizione nazionale del 1939, la città di Zurigo gli commissionò il Festspiel Underem Làllekeenig, opera che testimonia l'amore col quale il nostro compositore coltivò il genere popolare. Durante la guerra, la sua partitura di Gilberte de Courgenay, personaggio popolare della mobilitazione 1914-1918, divenne celebre.
Nel 1942, succedendo a Herman Lang, Haug divenne direttore del coro di Losanna, incarico che mantenne per ventitré anni. Nel 1950, in occasione del duecentesimo anniversario della morte di Bach questo coro ottenne al Teatro alla Scala di Milano un grande successo.
Nel 1944 abbandonò la Svizzera tedesca e si stabilì a Rivaz in Romandia. Da allora, romando di adozione, in collaborazione con Jean Villard Gilles, realizzò Passage de l'étoile; con suo suocero, Paul Budry, scrisse L'Année vigneronne; con Charles-Francois Landry, Terre du Rhóne.
Dal 1947 al 1960 insegnò armonia e contrappunto al Conservatorio di Losanna.
Prima del 1950 Haug era considerato un musicista di formazione svizzero-tedesca, la cui attività di compositore era subordinata a quella di direttore d'orchestra. In effetti Haug dirigeva di persona le opere che scriveva, anche perché non vi erano altri interpreti che prestassero loro un interesse particolare: da qui il gran numero di composizioni non più eseguite e la scarsità di partiture pubblicate.
Dopo la fine della guerra, senza un incarico fisso come direttore d'orchestra, egli cambiò residenza e dedicò la maggior parte del tempo alla composizione. Stabilitosi negli immediati dintorni di Losanna, sempre più influenzato da Arthur Honegger e dalla nuova musica francese e italiana, venne da quel momento considerato un compositore della Svizzera francese, al quale non erano affatto estranee le influenze popolari dell'ambiente in cui si era stabilito.
Anche se Haug aveva lasciato la Svizzera tedesca per quella francese sin dal 1944, abbiamo scelto il 1950 come data spartiacque nella sua vita artistica perché è da quel momento in poi che egli concentrò tutte le sue forze nella composizione ottenendo numerosi riconoscimenti: il suo Concertino per chitarra e piccola orchestra ottenne il premio dell'Accademia Chigiana di Siena nel 1951, mentre nel 1954 la sua opera radiofonica La colombe garée vinse il Premio Italia. Il 1956 fu l'anno della consacrazione: l'opera Orphée ricevette il premio della Società degli Autori e Compositori Drammatici.
L'attività di direttore d'orchestra si ridusse a sporadici impegni con l'orchestra di Radio Montecarlo e a concerti all'estero, come quelli in Italia, documentati dagli archivi RAI che conservano i nastri delle registrazioni dei suoi concerti. Una prima registrazione risale al 31 ottobre 1956: Haug dirige l'orchestra e il coro della RAI di Roma; il programma comprende fra l'altro l'esecuzione della sua Passacaglia. Una seconda registrazione è del 13 giugno 1962: Haug dirige l'orchestra della RAI di Milano e il programma include anche il suo Michelangelo.
Durante tutti questi anni Haug non interruppe mai la sua attività di insegnante. Nel I960 abbandonò l'insegnamento e lasciò Losanna per trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella vicina città di Belmont.
Proprio nel I960, in occasione del suo sessantesimo compleanno, comparve un articolo sulla “National-Zeitung”, che ci permette di cogliere la matrice basilense della prima produzione artistica di Haug e allo stesso tempo la rilevanza del suo successivo allontanamento. Il giornalista polemizza con la tendenza delle istituzioni musicali - e soprattutto teatrali - della città di Basilea, che avevano completamente ignorato le opere teatrali del loro concittadino negli ultimi anni: “[...] Forse sarebbe anche ora di verificare, in modo oggettivo, perché negli ultimi anni si è sentito così poco di Haug, perché, per esempio, il Teatro - vero dominio del compositore - da troppo tempo non ha più rappresentato niente di Haug. Il palcoscenico di Basilea in passato ha curato con particolare attenzione l'operato del suo talentuoso figlio [...]”. Molte delle prime opere di Haug ebbero a Basilea la loro prima rappresentazione. “[...] e ora che abbiamo a disposizione Die Narren, tratto da un lavoro di Goldoni, una delle sue opere comiche più divertenti (eseguita in prima a Radio Ginevra nella versione francese) a Basilea non incontra più alcun interesse! [...] per l'ennesima volta viene dimostrato che il profeta non viene mai ascoltato nella sua patria [...]”.
Alla luce di quanto sopra verrebbe da domandarsi se Haug abbia abbandonato Basilea e, per estensione, la Svizzera tedesca; o se, viceversa, sia stata Basilea ad abbandonare Haug, e questi, terminata la guerra, senza un incarico stabile come direttore d'orchestra, senza teatri che rappresentassero le sue opere, abbia deciso di rifugiarsi nella più “accogliente” Svizzera francese, dove gli si offriva la possibilità di insegnare, dirigere e comporre con più tranquillità. Il Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti parla dell'incarico di insegnante al Conservatorio di Losanna, ricevuto da Haug dopo alcuni anni di traversie non meglio precisate, legate a motivi politici. Chissà che anche queste traversie non siano state causa del disinteresse nei confronti di Haug.
Haug morì nella clinica “La Source” di Losanna il 15 settembre 1967. Subito professori d'orchestra, musicisti e critici resero omaggio al compositore scomparso mentre la stampa riconobbe in Haug un grande nome della musica contemporanea svizzera.
I necrologi parlavano di un Hans Haug versatile ed eclettico, “un umanista che si è espresso interamente nella sua opera in cui unisce, con talento molto personale e una sensibilità vibrante, lo spirito del Rinascimento e le scoperte più audaci della tecnica moderna”.
“Haug ha trovato il tono e l'espressione giusti nei campi più svariati lasciando un'eredità enorme nel mondo strumentale, sinfonico, vocale, nonché teorico. La sua produzione va dalle musiche per film ai giochi radiofonici, dai balletti alle opere buffe, scritte con abilità e sensibilità, per le quali possedeva in misura superiore la necessaria leggerezza, lo spumeggiante umorismo del basilense, il senso per la situazione comica e un carattere ingegnoso sia nella conduzione dall'effetto deciso delle parti soliste sia nell'orchestra drammaticamente potente”.
Non vanno dimenticati i suoi scritti teorici tra cui è abbastanza noto Pur Feinde Klassischer Musik. Alcune opere letterarie, come la sua Naturharmonie e Zeitgemàsser Kontrapunkt, sono rimaste manoscritte.
Infine ricordiamo i suoi studi sulle affinità tra musica e pittura, realizzati in collaborazione col pittore Blanc-Gatti.
(Gran parte delle notizie biografiche qui riportate provengono da una documentazione privata redatta dal Prof. Matthey quale testo di presentazione del Catalogne de l'oeuvre de Hans Haug (1970) e gentilmente messa a disposizione dell'autore di questo articolo).
Figlio di Hans Haug e di Bertha Bosshardt, Hans Haug nacque il 27 luglio 1900 a Basilea, dove frequentò le scuole primaria e secondaria e dove suo padre aveva una rinomata pasticceria. Sin da bambino sviluppò un interesse spontaneo per le belle arti, che si manifestò quando, ragazzine, anziché andare a scuola, si recava nei musei e, non potendo pagare il biglietto - così racconta Renée Senn, un'amica di famiglia - lasciava quale pegno il suo ombrello al guardaroba.
Questa passione per le belle arti ispirò al nostro compositore, molto più tardi (nel 1951), uno dei suoi balletti più originali, Melos, dalla trama indubbiamente autobiografica. Esso riflette le “aspirazioni di un giovane che esita tra le arti”, che è affascinato dall'architettura, dalla scultura e dalla pittura ma che alla fine decide di dedicarsi alla musica.
Nel 1915 suo padre - temendo le angherie di una carriera artistica - lo fece assumere come apprendista presso la banca Cavin di Oron. Questo fu il suo primo contatto con il paese romanzo, che egli amò per tutta la vita. Senza aver probabilmente ricevuto alcuna formazione musicale preliminare, suonava l'organo nella chiesa di Chatillens. Ad Oron, Haug scoprì il gusto della lettura: una mattina, il custode del castello della città lo trovò addormentato sul divano della biblioteca dove evidentemente aveva trascorso la notte leggendo.
Nel 1917 Haug voltò le spalle alla banca e tornò alla sua città natale per entrare in Conservatorio. Ricevette la sua prima formazione musicale da grandi maestri quali Egon Petri ed Ernest Levy che fu il suo insegnante di pianoforte. A Zurigo seguì anche i corsi di Ferruccio Busoni. Tre anni dopo, conseguiti i diplomi di pianoforte e violoncello, lasciò il Conservatorio per iscriversi all'Accademia di musica di Monaco dove studiò composizione, strumentazione e direzione d'orchestra sotto la guida di Walter Courvoisier al quale dedicò il suo Conceno per violino e piccola orchestra, composto nel 1924.
In questo periodo del primo dopoguerra la vita non era facile e per far fronte alle loro necessità gli studenti dovevano lavorare duramente. Haug, come molti suoi colleghi di studi, dovette andare a lavorare la terra nella campagna bavarese mentre alla sera andava spesso a suonare il pianoforte nei bar per un misero guadagno.
A Monaco Haug compose alcune pagine di musica da camera. Numerosi manoscritti di lavori per tenore e orchestra raggnippati sotto il titolo Von Pagen und Ritterminne sono degni di nota. Tra i poeti che ispirarono Haug citiamo i nomi di Richard Dehmel e di Joseph von Eichendorff.
Nel 1924, terminati gli studi, cominciò la sua attività a Grenchen e a Solothurn, dove fu nominato maestro e direttore della banda municipale - per la quale compose marce e ouvertures - del coro misto e di quello femminile. Parallelamente lavorava anche con il coro della sinagoga di Basilea. Grazie ai numerosi concerti con questi ensembles Haug acquisì una grande esperienza nella direzione corale.
Dal 1928 al 1934, fu vicedirettore dell'orchestra di Radio Basilea mentre proseguiva la sua attività di pianista e partecipava a numerosi concerti di musica da camera. Numerose le sue tournées in Francia, Germania e Italia, Paese al quale si affezionò particolarmente. I poeti italiani ebbero un posto preferenziale nella scelta dei soggetti per le sue opere sceniche: i sonetti di Michelangelo gli ispirarono una cantata, i testi di Poliziano un'opera balletto, quelli di Goldoni un'opera. È questa una evidente dimostrazione della sua passione per la letteratura.
A Ginevra Haug ebbe l'incarico di dirigere l'orchestra del Kursaal ed ebbe così l'opportunità di allestire numerosi spettacoli con Josephine Baker. In questa città Haug si occupò di jazz e di musica leggera - generi nei quali lascia ugualmente qualche composizione - nonché di musica da film (storici e di attualità), per documentali e per la pubblicità. La varietà fu una costante nella sua opera.
Dal 1935 al 1938 Haug fu direttore dell'orchestra di Radio-Sottens (Radio Suisse Romande), che gli fu affidata dal suo fondatore Gustave Doret. Questo incarico gli diede l'occasione di collaborare con i maggiori solisti e compositori del momento: in particolare egli tenne dei memorabili concerti con Ignazio Paderewsky, molto elogiati dalla critica e divenne amico di Jacques Dalcroze e Jean Binet. Al fine di proporre al pubblico di Losanna le opere popolari del repertorio vocale, fondò il coro “La Chanson romande”. Nel 1936 un altro animatore della vita musicale della Svizzera francese, Charles Faller, allora direttore del Conservatorio di Chaux-de-Fonds, gli offrì le cattedre di composizione e direzione d'orchestra.
Nel 1939, Radio-Beromunster propose ad Haug la direzione della propria orchestra. Questo incarico gli lasciava abbastanza tempo per la composizione di numerosi Festspiele. Durante l'esposizione nazionale del 1939, la città di Zurigo gli commissionò il Festspiel Underem Làllekeenig, opera che testimonia l'amore col quale il nostro compositore coltivò il genere popolare. Durante la guerra, la sua partitura di Gilberte de Courgenay, personaggio popolare della mobilitazione 1914-1918, divenne celebre.
Nel 1942, succedendo a Herman Lang, Haug divenne direttore del coro di Losanna, incarico che mantenne per ventitré anni. Nel 1950, in occasione del duecentesimo anniversario della morte di Bach questo coro ottenne al Teatro alla Scala di Milano un grande successo.
Nel 1944 abbandonò la Svizzera tedesca e si stabilì a Rivaz in Romandia. Da allora, romando di adozione, in collaborazione con Jean Villard Gilles, realizzò Passage de l'étoile; con suo suocero, Paul Budry, scrisse L'Année vigneronne; con Charles-Francois Landry, Terre du Rhóne.
Dal 1947 al 1960 insegnò armonia e contrappunto al Conservatorio di Losanna.
Prima del 1950 Haug era considerato un musicista di formazione svizzero-tedesca, la cui attività di compositore era subordinata a quella di direttore d'orchestra. In effetti Haug dirigeva di persona le opere che scriveva, anche perché non vi erano altri interpreti che prestassero loro un interesse particolare: da qui il gran numero di composizioni non più eseguite e la scarsità di partiture pubblicate.
Dopo la fine della guerra, senza un incarico fisso come direttore d'orchestra, egli cambiò residenza e dedicò la maggior parte del tempo alla composizione. Stabilitosi negli immediati dintorni di Losanna, sempre più influenzato da Arthur Honegger e dalla nuova musica francese e italiana, venne da quel momento considerato un compositore della Svizzera francese, al quale non erano affatto estranee le influenze popolari dell'ambiente in cui si era stabilito.
Anche se Haug aveva lasciato la Svizzera tedesca per quella francese sin dal 1944, abbiamo scelto il 1950 come data spartiacque nella sua vita artistica perché è da quel momento in poi che egli concentrò tutte le sue forze nella composizione ottenendo numerosi riconoscimenti: il suo Concertino per chitarra e piccola orchestra ottenne il premio dell'Accademia Chigiana di Siena nel 1951, mentre nel 1954 la sua opera radiofonica La colombe garée vinse il Premio Italia. Il 1956 fu l'anno della consacrazione: l'opera Orphée ricevette il premio della Società degli Autori e Compositori Drammatici.
L'attività di direttore d'orchestra si ridusse a sporadici impegni con l'orchestra di Radio Montecarlo e a concerti all'estero, come quelli in Italia, documentati dagli archivi RAI che conservano i nastri delle registrazioni dei suoi concerti. Una prima registrazione risale al 31 ottobre 1956: Haug dirige l'orchestra e il coro della RAI di Roma; il programma comprende fra l'altro l'esecuzione della sua Passacaglia. Una seconda registrazione è del 13 giugno 1962: Haug dirige l'orchestra della RAI di Milano e il programma include anche il suo Michelangelo.
Durante tutti questi anni Haug non interruppe mai la sua attività di insegnante. Nel I960 abbandonò l'insegnamento e lasciò Losanna per trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella vicina città di Belmont.
Proprio nel I960, in occasione del suo sessantesimo compleanno, comparve un articolo sulla “National-Zeitung”, che ci permette di cogliere la matrice basilense della prima produzione artistica di Haug e allo stesso tempo la rilevanza del suo successivo allontanamento. Il giornalista polemizza con la tendenza delle istituzioni musicali - e soprattutto teatrali - della città di Basilea, che avevano completamente ignorato le opere teatrali del loro concittadino negli ultimi anni: “[...] Forse sarebbe anche ora di verificare, in modo oggettivo, perché negli ultimi anni si è sentito così poco di Haug, perché, per esempio, il Teatro - vero dominio del compositore - da troppo tempo non ha più rappresentato niente di Haug. Il palcoscenico di Basilea in passato ha curato con particolare attenzione l'operato del suo talentuoso figlio [...]”. Molte delle prime opere di Haug ebbero a Basilea la loro prima rappresentazione. “[...] e ora che abbiamo a disposizione Die Narren, tratto da un lavoro di Goldoni, una delle sue opere comiche più divertenti (eseguita in prima a Radio Ginevra nella versione francese) a Basilea non incontra più alcun interesse! [...] per l'ennesima volta viene dimostrato che il profeta non viene mai ascoltato nella sua patria [...]”.
Alla luce di quanto sopra verrebbe da domandarsi se Haug abbia abbandonato Basilea e, per estensione, la Svizzera tedesca; o se, viceversa, sia stata Basilea ad abbandonare Haug, e questi, terminata la guerra, senza un incarico stabile come direttore d'orchestra, senza teatri che rappresentassero le sue opere, abbia deciso di rifugiarsi nella più “accogliente” Svizzera francese, dove gli si offriva la possibilità di insegnare, dirigere e comporre con più tranquillità. Il Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti parla dell'incarico di insegnante al Conservatorio di Losanna, ricevuto da Haug dopo alcuni anni di traversie non meglio precisate, legate a motivi politici. Chissà che anche queste traversie non siano state causa del disinteresse nei confronti di Haug.
Haug morì nella clinica “La Source” di Losanna il 15 settembre 1967. Subito professori d'orchestra, musicisti e critici resero omaggio al compositore scomparso mentre la stampa riconobbe in Haug un grande nome della musica contemporanea svizzera.
I necrologi parlavano di un Hans Haug versatile ed eclettico, “un umanista che si è espresso interamente nella sua opera in cui unisce, con talento molto personale e una sensibilità vibrante, lo spirito del Rinascimento e le scoperte più audaci della tecnica moderna”.
“Haug ha trovato il tono e l'espressione giusti nei campi più svariati lasciando un'eredità enorme nel mondo strumentale, sinfonico, vocale, nonché teorico. La sua produzione va dalle musiche per film ai giochi radiofonici, dai balletti alle opere buffe, scritte con abilità e sensibilità, per le quali possedeva in misura superiore la necessaria leggerezza, lo spumeggiante umorismo del basilense, il senso per la situazione comica e un carattere ingegnoso sia nella conduzione dall'effetto deciso delle parti soliste sia nell'orchestra drammaticamente potente”.
Non vanno dimenticati i suoi scritti teorici tra cui è abbastanza noto Pur Feinde Klassischer Musik. Alcune opere letterarie, come la sua Naturharmonie e Zeitgemàsser Kontrapunkt, sono rimaste manoscritte.
Infine ricordiamo i suoi studi sulle affinità tra musica e pittura, realizzati in collaborazione col pittore Blanc-Gatti.