Pennisi Francesco (1934-2000)
Italia
Composer, was born in Acireale.
Italiano
Pennisi nacque ad Acireale nel 1934 ed è venuto a mancare nel 2000. Da giovane si trasferì a Roma, nel 1953, dove studiò all'Università e, contemporaneamente, composizione con Robert Mann. Il suo esordio avvenne a Palermo nel 1962, alla Terza Settimana Internazionale di Nuova Musica, con il brano L'anima e i prestigi. Fu fra i fondatori dell'Associazione “Nuova Consonanza” di Roma e molte Istituzioni importanti gli commissionarono brani che vennero, per la gran parte, eseguiti da interpreti prestigiosi. Fu figura appartata che instaurò con la pagina e col suono un soliloquio profondo. Il suo percorso creativo fu molto personale, rimanendo sostanzialmente estraneo, a parte nel periodo giovanile, alle influenze dei principali centri musicali degli anni Cinquanta e Sessanta.
Dopo un primo momento, trascorso sotto il segno della serialità e di esperienze aleatorie, dove Strutturalismo e casualità vengono accostati in maniera violenta, Pennisi inizia a far dialogare la struttura con il particolare prezioso. La struttura sembra dissolversi ed evaporare, come il suono corto degli strumenti a pizzico, come nel prediletto clavicembalo. Velate tensioni discorsive e un senso della mediterraneità sono alcune delle sue costanti compositive. In possesso di una scrittura sobria e nitida, costruita con frammenti di linee, quasi una decorazione in negativo formata da gesti lievi e canti nostalgici, Pennisi realizza una sorta di decorazione sul vuoto, dai tratti tanto eleganti quanto fuggevoli.
Riverberi, contrasti, rapporti di timbri sono delle caratteristiche della sua musica, dove spesso si presenta una tensione fra elementi diversi che conduce a soluzione esplosive che si risolvono nella dinamica, strettamente legata al timbro. La dinamica e la timbrica mutevoli hanno il compito di muovere un materiale che, di per sé, è piuttosto statico, realizzando una tensione fra staticità dell'impostazione e movimento dei colori. I suoi lavori mostrano spesso una dialettica fra nostalgia e ironia che contraddistingue il soliloquio degli artisti appartati. Forse il suo capolavoro, per ciò che concerne la musica da camera, è Carteggio, una sorta di percorso immaginario di incontri, che raccoglie vari brani degli anni Settanta (la prima esecuzione integrale risale al 1979).
Nei suoi pezzi per strumento solista e orchestra, come per esempio Fantasia (1977), il solista appare e subito scompare, risucchiato dall'orchestra di cui, sostanzialmente fa parte. Fra le suo composizioni, sono da menzionare quelle per voce e orchestra, dalla A Cantata on Melancholy del 1967 a Era la notte del 1982, da Aci, il fiume del 1986 a L'esequie della luna (Suite dall'opera teatrale omonima) del 1991. Pennisi si è dedicato anche alla musica di scena (soprattutto per i drammi di Eschilo) e al teatro. Per la precisione sono tre le opere teatrali, scritte a distanza di 10 anni l'una dall'altra: la prima è Sylvia simplex del 1972, segue Descrizione dell'isola Ferdinanda del 1982 e quindi L'esequie della luna del 1991: si tratta di un teatro da camera, fatto da elementi minimi, dove aspetti simbolici alludono a un'azione che non c'è. (da Francesco Pennisi “Una Decorazione sul Vuoto” do Renzo Cresti)
Web: http://www.renzocresti.it/autori_18.html
Dopo un primo momento, trascorso sotto il segno della serialità e di esperienze aleatorie, dove Strutturalismo e casualità vengono accostati in maniera violenta, Pennisi inizia a far dialogare la struttura con il particolare prezioso. La struttura sembra dissolversi ed evaporare, come il suono corto degli strumenti a pizzico, come nel prediletto clavicembalo. Velate tensioni discorsive e un senso della mediterraneità sono alcune delle sue costanti compositive. In possesso di una scrittura sobria e nitida, costruita con frammenti di linee, quasi una decorazione in negativo formata da gesti lievi e canti nostalgici, Pennisi realizza una sorta di decorazione sul vuoto, dai tratti tanto eleganti quanto fuggevoli.
Riverberi, contrasti, rapporti di timbri sono delle caratteristiche della sua musica, dove spesso si presenta una tensione fra elementi diversi che conduce a soluzione esplosive che si risolvono nella dinamica, strettamente legata al timbro. La dinamica e la timbrica mutevoli hanno il compito di muovere un materiale che, di per sé, è piuttosto statico, realizzando una tensione fra staticità dell'impostazione e movimento dei colori. I suoi lavori mostrano spesso una dialettica fra nostalgia e ironia che contraddistingue il soliloquio degli artisti appartati. Forse il suo capolavoro, per ciò che concerne la musica da camera, è Carteggio, una sorta di percorso immaginario di incontri, che raccoglie vari brani degli anni Settanta (la prima esecuzione integrale risale al 1979).
Nei suoi pezzi per strumento solista e orchestra, come per esempio Fantasia (1977), il solista appare e subito scompare, risucchiato dall'orchestra di cui, sostanzialmente fa parte. Fra le suo composizioni, sono da menzionare quelle per voce e orchestra, dalla A Cantata on Melancholy del 1967 a Era la notte del 1982, da Aci, il fiume del 1986 a L'esequie della luna (Suite dall'opera teatrale omonima) del 1991. Pennisi si è dedicato anche alla musica di scena (soprattutto per i drammi di Eschilo) e al teatro. Per la precisione sono tre le opere teatrali, scritte a distanza di 10 anni l'una dall'altra: la prima è Sylvia simplex del 1972, segue Descrizione dell'isola Ferdinanda del 1982 e quindi L'esequie della luna del 1991: si tratta di un teatro da camera, fatto da elementi minimi, dove aspetti simbolici alludono a un'azione che non c'è. (da Francesco Pennisi “Una Decorazione sul Vuoto” do Renzo Cresti)
Web: http://www.renzocresti.it/autori_18.html