Guitar Catalog of the 20th and 21st Centuries

based on the original project by Vincenzo Pocci

rebooting by Cristiano Porqueddu

Castelnuovo-Tedesco Mario (1895-1968)

Italia / USA / More info in Enciclopedia de la Guitarra / More info in Wikipedia

Composer, was born in Florence and died in Los Angeles.

English
Mario Castelnuovo-Tedesco was born in Florence on April 3, 1895 and died in Los Angeles, California on March 16, 1968. After training at the Florence Conservatory, he gained prominence in Italy between the World Wars. He was forced to relocate to the United States in 1939 when the Facists began persecution of Jews, becoming a naturalized citizen in 1946. While perhaps best remembered at present for his solo guitar music, Castelnuovo-Tedesco composed in many genres and media, including among his works operas and oratorios, orchestral music, music for films, cantatas, concertos, music for solo piano, music for various bowed string instruments, for harp, ballets, choral music, and chamber music, among other items (see Nick Rossi's Catalogue of Works by Mario Castelnuovo-Tedesco (Brooklyn, N.Y., 1977), for a nearly complete list of compositions). Castelnuovo-Tedesco wrote a two-volume autobiography covering his life up to 1961, “Una vita di musica,” (unpublished, in the USC collection).
Pupil of Ildebrando Pizzetti in Florence, Mario Castelnuovo-Tedesco composed about two hundreds pieces for Guitar, even if he was not a guitarist. Segovia, who he met in 1932, had a great importance in this. Until 1939 his compositions are deeply rooted in the European music tradition. Castelnuovo-Tedesco liked to give his pieces a clear and strong formal and historical characterization (Variazioni attraverso i secoli, 1932) or to be inspired by the Masters of the past (Boccherini, in the Sonata op.77; Paganini in the Capriccio diabolico). After 1939 Castelnuovo -Tedesco was obliged to leave Italy by the racial laws against the Jews. So he moved to the USA where he continued to compose. In this second period he tried to exploit the
potentiality of the guitar as a concertante instrument, but he did not give up composing solo guitar pieces. (Barbara Bellettini: Breve Storia della Chitarra)
Italiano
Mario Castelnuovo Tedesco è stato storicamente il capostipite di una folta schiera di compositori moderni, italiani e non, interessati al nostro strumento. è uno dei compositori più creativi e poliedrici del nostro secolo.
Nato il 3 aprile 1895 a Firenze, discendente di famiglia ebrea, fin da fanciullo manifestò precoci e spiccate doti musicali, ereditate forse dalla madre Noemi Senigaglia. A 10 anni, infatti, compose due brani per pianoforte, Notturno e Berceuse, che vennero pubblicati su una rivista giovanile. In un primo momento i suoi studi musicali furono ostacolati dal padre che, secondo la tradizione familiare lo voleva banchiere. Mario caparbiamente continuò lo studio del pianoforte al conservatorio Cherubini di Firenze con il M o Edgardo del Valle, e conseguì il diploma nel 1914. Divenne quindi allievo in composizione di Ildebrando Pizzetti. Castelnuovo Tedesco studiò con lui inizialmente al Conservatorio di Firenze, ma si diplomò in seguito a quello di Bologna (allora diretto da Franco Alfano) nel 1918, poco prima del termine della prima guerra mondiale. La sua definitiva affermazione artistica si sviluppò negli anni a cavallo tra le due guerre mondiali. Nel 1924 sposò Clara Forti, da cui ebbe due figli: Pietro (1925) e Lorenzo (1930). Fu anche apprezzato come interprete, essendo chiamato ad esibirsi a Villa Savoia alla presenza della regina Elena. In duo con la cantante Madeleine Grey ricevette un invito per tenere un concerto al Vittoriale, residenza di Gabriele D'Annunzio. Nell'estate del 1924 conobbe Giacomo Puccini, che gli mostrò parte della Turandot. Strinse una solida amicizia con Arturo Toscanini, che diresse in prima assoluta a New York il suo concerto per violino e orchestra I Profeti. Al festival di Venezia del 1932 conobbe Andrés Segovia, inaugurando così l'inizio delle sue numerose composizioni per chitarra. Da allora, in un legame durato per oltre 36 anni, portò alla luce un corpus di opere unico ed assolutamente rilevante: oltre 350 composizioni dalle celebri “Variazioni Attraverso i Secoli op. 71” agli incompiuti “Quaderni, Preludi e Studi”. Nel 1936 a Castiglioncello entrò in contatto con Luigi Pirandello che stava completando la stesura de I giganti della montagna. La rappresentazione era prevista nei Giardini di Boboli durante il Maggio musicale fiorentino, ma l'improvvisa morte dello scrittore lasciò il dramma incompiuto. Il dramma fu messo in musica da Castelnuovo Tedesco dopo l'inaspettata morte dello scrittore in segno di omaggio.
Sul finire degli anni '30 la situazione politica cominciò a peggiorare a causa della promulgazione della legge razziale da parte del governo fascista. Questo segnò l'inizio di un lungo periodo d'isolamento. Marinuzzi, incurante dei divieti della politica antisemita, rimise in programma I giganti della montagna per il Maggio Musicale Fiorentino del 1938, riportando uno strepitoso successo di pubblico. Il 13 luglio 1939 l'intera famiglia Castelnuovo Tedesco, partì dal porto di Trieste per New York, ove stabilì nel 1940. Per interessamento di Toscanini, Heifetz e Spalding, Mario ottenne subito un contratto dalla casa cinematografica Metro Goldwin Mayer con la qualifica di compositore di musica da film, che gli permetterà di assicurarsi una centa tranquillità economica. Allo scadere del contratto nel 1943, però preferì non rinnovarlo, per lavorare liberamente, da free lance per varie compagnie cinematografiche a seconda delle richieste. Nel 1944 prese parte ad un singolare progetto ideato da Nathaniel Schilkret, il quale contattò vari compositori per portare a termine la suite Genesi (per narratore, coro e orchestra) che illustrava i vari episodi della Bibbia. Ad essa parteciparono Schilkret (Creazione), Toch (Arcoiris), Tansman (Paradiso terrestre), Milhaud (Caino e Abele), Strawinskij (Torre di Babele), Schoenberg (Chaos). Castelnuovo Tedesco compose per essa Il Diluvio. Nel '46 ottenne la cittadinanza statunitense, fatto che indusse Castelnuovo Tedesco a scrivere un atto di ringraziamento pubblico verso il Paese che lo aveva ospitato, ma soffrirà poi del dualismo di essere uno straniero in Italia e un italiano negli Stati Uniti. Gli stessi anni videro il suo esordio nell'ambito dell'attività didattica in qualità di insegnante di armonia e composizione. Nel 1958 ebbe un prestigioso riconoscimento per la sua opera Il mercante di Venezia (su testo di Shakespeare), che ottenne il 1 o premio al concorso Campari indetto dal teatro La Scala di Milano. Ll'opera in realtà non venne mai rappresentata a Milano. La sua prima rappresentazione si ebbe nel 1961 a Firenze; lo spettacolo ebbe un ottimo successo di pubblico ma differenti apprezzamenti da parte della critica.
La sua morte avvenne a Los Angeles (California) il 17 marzo 1968.
Web: http://www.marcobazzotti.com/900/tedesco.htm

Composizioni (108)

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