Mozzani Luigi (1869-1943)
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Composer guitarist, was born in Faenza and died in Rovereto.
Italiano
Luigi Mozzani nacque a Faenza il 9 Marzo 1869. Manifestò assai presto un grande interesse per la musica. Da ragazzo, dedicava ogni momento libero allo studio della chitarra, affrontandone da solo le mille difficoltà e riuscendo a raggiungere un suo vivace e personale virtuosismo. Più tardi, studiò oboe e composizione al Liceo Musicale di Bologna, diplomandosi brillantemente, a diciotto anni, con il prof. Castelli.
Per due anni, fu al teatro San Carlo di Napoli, primo oboista sotto i più celebri Direttori d'orchestra e, come tale, fece anche lunghi viaggi in Europa e in Asia. Aveva vent'anni quando partì, con una grande orchestra, per l’America del Nord. Ma, a New York, un incidente impresariesco interrompe la tornée, e l'orchestra sì trova a un tratto senza lavoro. E' il momento in cui Mozzani fa la sua scelta fra l'oboe e la chitarra. Qui, hanno inizio le sue esecuzioni in pubblico come chitarrista, ed esse hanno tanto successo che subito le sue lezioni diventano ricercatissime. Intanto, egli viene a conoscenza delle opere di Sor; i suoi studi si approfondiscono sempre più.
A 25 anni è a Parigi, fra i maggiori chitarristi del suo tempo, ed entra in contatto con la giovane scuola francese, cui egli si impone nettamente come Maestro. La Parigi aristocratica si contende “l'extraordinaire Artiste”. Seguono molti anni in cui la serie dei suoi concerti lo allontana dall'Italia. Si trattiene inoltre a più riprese, in Austria e in Germania, dove esercita una influenza determinante sullo sviluppo della scuola nazionale. Il suo virtuosismo e le sue qualità di interprete, lo circondano dovunque di entusiasmo.
Ma il suo forte temperamento non si esaurisce nell'attività concertistica. Da tempo, la sua attenzione è rivolta ai problemi della tecnica, dell'interpretazione, della metodologia, e anche a nuove ricerche sull'acustica e la costruzione degli istrumenti. Egli si avvede della posizione antiquata e insufficiente in cui si trova la chitarra, come istrumento, come tecnica, come letteratura, e si propone di renderla all'altezza dell'esigenza moderna, riallacciandosi al filone della tradizione più nobile.
Ritornerà in Patria per studiare e creare. E al chitarrismo dilettantesco, che aveva segnato la decadenza dell'istrumento, opporrà, con vitalità innovatrice, con severa coscienza di musicista, l'attività di tutta la sua esistenza, quale Interprete, Maestro, Liutaio. Sarà una grande battaglia. Difficile limitare, in brevi appunti, i caratteri di questa attività molteplice; non è possibile segnarne che pochi tratti.
Fra gli Autori del suo repertorio: Tàrrega, Sor, Abril Tirado, Torroba, Turina, Coste, Galilei, Giuliani, Legnani, Regondi, Mertz e numerose trascrizioni di Bach, Haydn, Heller, Schumann, Chopin, Mendelssohn, Albeniz, Granados.
Come compositore e trascrittore, pubblicò studi e pezzi da concerto a New York, Parigi, Lipsia e Berlino, e molte cose ancora sono inedite.
Quanto alla Liuteria i suoi studi sull'acustica, la costruzione, i legni, le vernici, non furono interrotti che dalla morte. Anche in questo campo, egli resta il Caposcuola italiano della sua epoca; i suoi istrumenti, ad arco e a pizzico, sono conosciuti in tutto il mondo. Fra i suoi diversi brevetti, è di particolare rilievo quello della “chitarra-lyra Mozzani”, istrumento con manico regolabile e una sonorità bellissima. Fondò e diresse grandi scuole di Liuteria a Cento, Bologna e Rovereto; scuole prese a modello dagli stranieri, come le più moderne e complete del loro genere.
A Rovereto, nel Trentino, morì il 12 Agosto 1943.
(Note Biografiche al volume “Esercizi di Tecnica Superiore”, Bèrben, Ancona, 1967)
Per due anni, fu al teatro San Carlo di Napoli, primo oboista sotto i più celebri Direttori d'orchestra e, come tale, fece anche lunghi viaggi in Europa e in Asia. Aveva vent'anni quando partì, con una grande orchestra, per l’America del Nord. Ma, a New York, un incidente impresariesco interrompe la tornée, e l'orchestra sì trova a un tratto senza lavoro. E' il momento in cui Mozzani fa la sua scelta fra l'oboe e la chitarra. Qui, hanno inizio le sue esecuzioni in pubblico come chitarrista, ed esse hanno tanto successo che subito le sue lezioni diventano ricercatissime. Intanto, egli viene a conoscenza delle opere di Sor; i suoi studi si approfondiscono sempre più.
A 25 anni è a Parigi, fra i maggiori chitarristi del suo tempo, ed entra in contatto con la giovane scuola francese, cui egli si impone nettamente come Maestro. La Parigi aristocratica si contende “l'extraordinaire Artiste”. Seguono molti anni in cui la serie dei suoi concerti lo allontana dall'Italia. Si trattiene inoltre a più riprese, in Austria e in Germania, dove esercita una influenza determinante sullo sviluppo della scuola nazionale. Il suo virtuosismo e le sue qualità di interprete, lo circondano dovunque di entusiasmo.
Ma il suo forte temperamento non si esaurisce nell'attività concertistica. Da tempo, la sua attenzione è rivolta ai problemi della tecnica, dell'interpretazione, della metodologia, e anche a nuove ricerche sull'acustica e la costruzione degli istrumenti. Egli si avvede della posizione antiquata e insufficiente in cui si trova la chitarra, come istrumento, come tecnica, come letteratura, e si propone di renderla all'altezza dell'esigenza moderna, riallacciandosi al filone della tradizione più nobile.
Ritornerà in Patria per studiare e creare. E al chitarrismo dilettantesco, che aveva segnato la decadenza dell'istrumento, opporrà, con vitalità innovatrice, con severa coscienza di musicista, l'attività di tutta la sua esistenza, quale Interprete, Maestro, Liutaio. Sarà una grande battaglia. Difficile limitare, in brevi appunti, i caratteri di questa attività molteplice; non è possibile segnarne che pochi tratti.
Fra gli Autori del suo repertorio: Tàrrega, Sor, Abril Tirado, Torroba, Turina, Coste, Galilei, Giuliani, Legnani, Regondi, Mertz e numerose trascrizioni di Bach, Haydn, Heller, Schumann, Chopin, Mendelssohn, Albeniz, Granados.
Come compositore e trascrittore, pubblicò studi e pezzi da concerto a New York, Parigi, Lipsia e Berlino, e molte cose ancora sono inedite.
Quanto alla Liuteria i suoi studi sull'acustica, la costruzione, i legni, le vernici, non furono interrotti che dalla morte. Anche in questo campo, egli resta il Caposcuola italiano della sua epoca; i suoi istrumenti, ad arco e a pizzico, sono conosciuti in tutto il mondo. Fra i suoi diversi brevetti, è di particolare rilievo quello della “chitarra-lyra Mozzani”, istrumento con manico regolabile e una sonorità bellissima. Fondò e diresse grandi scuole di Liuteria a Cento, Bologna e Rovereto; scuole prese a modello dagli stranieri, come le più moderne e complete del loro genere.
A Rovereto, nel Trentino, morì il 12 Agosto 1943.
(Note Biografiche al volume “Esercizi di Tecnica Superiore”, Bèrben, Ancona, 1967)
Composizioni (104)
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