Rebay Ferdinand (1880-1953)
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Composer, was born and died in Wien.
Italiano
Ferdinand Rebay trascorse la sua esistenza a Vienna. Nato in una famiglia dove la musica era di casa (il padre aveva un negozio di musica e la madre, pianista, era stata addirittura allieva di Bruckner) ebbe una educazione musicale, artistica e culturale invidiabile: gli studi nel campo delle belle arti, la formazione musicale professionale ai livelli più alti - studiò fra gli altri con il celeberrimo didatta Robert Fuchs - e la intensissima attività compositiva lo portarono ben presto a una prestigiosa camera musicale nella sua città, ricoprendo posizioni importanti nelle istituzioni culturali di più alto profilo. Con l'avvento al potere dei nazionalsocialisti nel 1938 Rebay cadde in disgrazia: fu destituito dal suo prestigioso incarico e gli venne anche tolta la pensione. Morì nel 1953 a Vienna in indigenza e completamente dimenticato.
Se tralasciamo questo amaro e drammatico epilogo, dal sapore quasi dickensiano nella sua tristezza, la carriera di Rebay rispecchia quella del musicista ideale: ambiente familiare permeato di musica, formazione completa, grande cultura, attività indefessa e impieghi di prestigio. Stando a quanto affermò Fritz Niedermann nel 1953 per il suo necrologio sulla rivista “Gitarrefreund”, Rebay scrisse circa seicento opere per chitarra - evidentemente la centinaia era l'unità di misura per questo compositore così prolifico - delle quali la maggior parte per ensembles cameristici e solo in minor quantità per strumento solo. È emblematico notare come il suo interesse per la chitarra, proprio da questo punto di vista, fosse perfettamente in linea con l'ambiente chitarristico di area austro-germanica (e ci vengono in mente i vari Heinrich Albert, Fritz Buek, Erwin Schwarz-Reiflingen, ecc.) che negli anni Venti del secolo appena concluso visse un periodo di grande fermento e privilegiò proprio la componente cameristica del nostro strumento. (Il Fronimo n.133, gennaio 2006)
Se tralasciamo questo amaro e drammatico epilogo, dal sapore quasi dickensiano nella sua tristezza, la carriera di Rebay rispecchia quella del musicista ideale: ambiente familiare permeato di musica, formazione completa, grande cultura, attività indefessa e impieghi di prestigio. Stando a quanto affermò Fritz Niedermann nel 1953 per il suo necrologio sulla rivista “Gitarrefreund”, Rebay scrisse circa seicento opere per chitarra - evidentemente la centinaia era l'unità di misura per questo compositore così prolifico - delle quali la maggior parte per ensembles cameristici e solo in minor quantità per strumento solo. È emblematico notare come il suo interesse per la chitarra, proprio da questo punto di vista, fosse perfettamente in linea con l'ambiente chitarristico di area austro-germanica (e ci vengono in mente i vari Heinrich Albert, Fritz Buek, Erwin Schwarz-Reiflingen, ecc.) che negli anni Venti del secolo appena concluso visse un periodo di grande fermento e privilegiò proprio la componente cameristica del nostro strumento. (Il Fronimo n.133, gennaio 2006)
Composizioni (161)
Antologie curate
Presente in antologie
- ALBUM ORIGINALE Op.133 — LOVE SONG
- ALBUM ORIGINALE Op.133 — DANCE SONG
- ALBUM ORIGINALE Op.133 — FOLK SONG
- DER JUNGE GITARRE-SOLIST — VARIATIONEN ÜBER DAS VOLKSLIED 'DAS LIEBEN BRINGT GROSS LEID..'