Guitar Catalog of the 20th and 21st Centuries

based on the original project by Vincenzo Pocci

rebooting by Cristiano Porqueddu

Shand Ernest (1868-1924)

United Kingdom / More info in Enciclopedia de la Guitarra

Guitarist, composer and actor, was born in Hull died in Birmingham. His truth name was Ernst Watson.

English
(1868-1924)
English guitarist and composer; also music hall comedian. Studied with Madame Pratten. Wrote a Method, concertos and many solos.
Italiano
Ernest Shand, nome d’arte di Ernest William Watson (1868-1924). Oggi pressoché sconosciuto, egli fu il personaggio di maggior spicco tra i chitarristi inglesi della fine dell’Ottocento. Sfortunatamente in quel periodo si manifestò, da parte del pubblico d’oltremanica, un calo d’interesse verso la chitarra rispetto alla prima metà del secolo (epoca il cui fervore musicale aveva attirato importanti chitarristi stranieri, basti citare Fernando Sor). Tale circostanza indusse Shand, nonostante i giornali di allora paragonassero le sue capacità a quelle di Giulio Regondi e sebbene le sue composizioni fossero pubblicate non solo in Europa ma anche oltreoceano, a seguire per tutta la vita una doppia e brillante carriera di musicista e di attore di varietà. Per la verità poco prima dei trent’anni Shand tentò di dedicarsi totalmente alla musica, ma i proventi non furono confortanti ed egli tornò ad alternare le sue due vocazioni artistiche. Tenendo conto di tali difficoltà, i risultati raggiunti da questo chitarrista-compositore restano più che ragguardevoli: egli ha lasciato oltre duecento brani, in maggioranza per strumento solista ma anche per varie combinazioni strumentali, trascrizioni, un Concerto per chitarra e quartetto d’archi o pianoforte (Premier Concerto op.48, Schott, Londra, 1896, prima opera nel genere scritta da un artista inglese) e un Metodo rivolto a studenti già avanzati (Improved Guitar Method op.100, Barnes & Mullins, Londra 1896). Shand ricevette da bambino rudimenti di pianoforte, violino e canto, ma come chitarrista e compositore fu essenzialmente autodidatta, anche se in ambito strumentale si avvalse inizialmente dei consigli del padre e più tardi di Catherina Pelzer Pratten. Quest’ultima, famosa chitarrista del tempo, che in gioventu aveva suonato anche in duo con Regondi, nutrì un’incondizionata stima per Shand e lo aiutò a pubblicare le sue prime composizioni. Nel corso della propria attività il chitarrista inglese diede alle stampe, oltre al Concerto ed al Metodo già citati, anche il volume Ernest Shand’s Guitar Solos (Barnes & Mullins, Londra), contenente ventotto brani, la raccolta Six Solos (Schott, Magonza, 1910) e molti assolo separati, pubblicati da varie case editrici sia europee che sudamericane.
Shand morì all’eta di cinquantasei anni. Dopo la morte, il suo nome cadde progressivamente nell’oblio, ad eccezione di una breve ma significativa parentesi: alla fine degli anni Quaranta il giovanissimo Julian Bream programmava regolarmente, nei suoi primi concerti, alcune musiche del connazionale, come Calme du Soir op.58, Andante, Légende op.201, Chanson, Il Pensieroso, Prelude et Impromptu, nonché il Premier Concerto op.48. La maggior parte delle composizioni di Shand e costituita da “brani caratteristici” di non ampie dimensioni e di media difficoltà, anche se alcuni lavori hanno un respiro più vasto o richiedono un impegno tecnico a volte notevole. Le sue musiche sono insieme espressione del loro tempo e rivolte verso il futuro: le arie accattivanti, talvolta echeggianti melodie da caffe concerto, sono rivestite ora da armonie dal gusto sentimentale o popolareggiante, ora da un linguaggio moderno che a tratti anticipa la musica jazz. (Antonio Borrelli. Il Fronimo n.126)

Composizioni (111)

Antologie curate

Presente in antologie