Spartiti sì, ma in formato digitale

Cristiano Porqueddu Various thoughts Leave a Comment

Chiunque abbia mai studiato musica ha avuto a che fare con spartiti musicali in versione cartacea. Per me, oggi, è ancora l’unico modo di leggere nuova musica: acquisto sì lo spartito in versione PDF ma lo stampo e lo metto sul leggio per leggere e segnare in modo tutt’altro che trasparente le mie decisioni sull’interpretazione.

Un esempio per tutti, quello che è accaduto allo spartito edito da Bèrben della Fantasia-Sonata Op.A=22 di Joan Manén:

A margine, succede la stessa cosa sui libri. Non importa se si tratti di una edizione di lusso o economica: ci scrivo sopra appunti, rimandi, note e non parliamo della mia passione per le “orecchie” alle pagine per segnare passaggi importanti che successivamente alla lettura riporto da altre parti.

Insomma, la mia biblioteca, è ricca di spartiti musicali ma nessuno di quelli che è finito sul leggio è rimasto intonso. Anzi.

Circa quattro anni fa, durante una breve serie di concerti mi resi conto che la cartella degli spartiti che mi portavo appresso – alcuni per lo studio altri per la lettura durante l’esecuzione dal vivo – era diventata ingombrante e fastidiosa.
Le pagine erano ridotte quasi tutte piuttosto male e quando capitava che il gentilissimo direttore artistico di turno alla mia richiesta di un leggio per il concerto si presentasse con uno di quei maledetti cosi pieghevoli, le cose si mettevano davvero male.

Così avviai la ricerca della soluzione che ovviamente andava verso il digitale.

Scrivo qui un breve vademecum per il dispositivo hardware e per il supporto software. Se dovesse rivelarsi necessario, lo aggiornerò nel tempo.

1. Il dispositivo

La prima cosa da fare era quella di procurarmi un dispositivo in grado di leggere file PDF e che potesse stare sul leggio.
Ho moltissima musica in quel formato e grazie ad un vecchio scanner che sopravvive da oltre 12 anni alle varie innovazioni hardware, potevo scansionare qualsiasi spartito della biblioteca musicale e leggerlo dallo schermo.
Avevo nel cassetto un vecchio tablet Samsung da poco meno di 9 pollici che non usavo più. Dopo un reset alle impostazioni di fabbrica, ho provveduto all’installazione di un qualsiasi lettore PDF. Ci ho copiato dentro qualche spartito di prova e l’ho messo sul leggio.
Ho studiato tutto il giorno (le mie sessioni di studio oscillano tra le tre e le sette ore) e a fine giornata mi sembrava di avere sabbia negli occhi: lo schermo era troppo piccolo e la fatica nella lettura che inizialmente sembrava poter essere superata dall’abitudine era davvero spropositata.
Il vecchio tablet samsung tornò nel cassetto pochi mesi dopo finì all’asta su eBay.

La ricerca si spostò verso tablet più grandi.
Tengo a sottolineare che stiamo parlando di una ricerca condotta nell’inverno del 2016. Informaticamente parlando un’era fa.
Le soluzioni non erano numerose come oggi.

Dopo aver visionato una dozzina di dispositivi che non superassero una determinata cifra la mia attenzione cadde sull’ Hannspad 133 Titan 2 della Hannspree (Aggiornamento Maggio 2020: Tablet non più sul mercato. Leggi più sotto per il dispositivo suggerito.)

Si tratta di un tablet da 13.3 pollici (poco inferiore ad una pagina A4, per intenderci) con 16 GB di spazio. In termini di spartiti musicali significava una enormità. A me bastava ce ne stessero una ventina in tutto, figuriamoci.
Sistema operativo Android e monta solo 2GB di RAM (DDR3 SDRAM) ma deve leggere PDF non far girare Doom Eternal. Processore Rockchip da 1.5 Ghz. Più che sufficiente per il mio obiettivo.

Lo ordino su Amazon e grazie a Prime lo ricevo in 48 ore (sì, causa isola).

È perfetto. Colore nero, veloce quanto basta e sta perfettamente sul leggio (anche su quelli maledetti di cui sopra).

Jpeg

Aggiornamento Maggio 2020: il tablet Hannspree da 13,3 pollici è da Gennaio 2020 fuori produzione. Consiglio caldamente il SEXTT Tablet della stessa misura con Android 9.0 incluso. Link su Amazon.

§

2. Il software

Pensavo inizialmente di potermela cavare con un qualsiasi programma per la lettura dei PDF ma la cosa era ben distante dal poter essere considerata una soluzione. I programmi per la lettura dei PDF non sono concepiti per leggere musica. Puoi leggerci dei libri, se hai la pazienza di impostarne scorrimento automatico, dimensioni dei caratteri eccetera ma di musica non se ne parla nemmeno.

La pagina doveva riempire l’intero schermo e soprattutto doveva essere utilizzato senza rischi in fase di concerto.

Lanciai la ricerca Music Sheet su Google Play Store e i risultati mi inondarono. Come al solito si pensa di essere i primi ad avere un certo tipo di problema e poi internet ci fa capire che le nostre esigenze sono banalità già risolte mille volte.

Molti freeware ma quasi tutti (o tutti?) con lo scotto del banner pubblicitario sopra o sotto lo sparito: per l’amor del cielo. Non se ne parla nemmeno. Installo una decina di app per provare. Risparmio i pro e i contro delle singole e dopo un paio di giorni e di prove ho trovato il candidato ideale: MobileSheetsPro Music Reader della ZuberSoft

Il programma esiste anche nella versione free ma sempre col banner pubblicitario. Consiglio caldamente l’acquisto dell’app nella versione PRO. Costa 13,99 EUR e vi garantisco che li vale tutti.

L’elenco delle potenzialità e delle specifiche è notevole:

– Modalità di visualizzazione multiple tra cui due pagine affiancate, metà pagina che gira e scorrimento automatico verticale.
– Cambio pagina tramite periferiche Bluetooth o USB (compresi modelli a due e quattro pedali), oppure attraverso la funzionalità di scorrimento automatica.
– Annotazioni sullo spartito, con supporto per disegno a mano libera, disegni standard, testo e timbri.
– Lettore personalizzato per la riproduzione di tracce audio assieme allo spartito. Il lettore audio supporta due punti di loop (per riascoltare una precisa parte del brano) e ha una interfaccia disponibile in tre diverse dimensioni (piccola, normale, grande) a seconda delle esigenze.
– Metronomo configurabile con molteplici modalità di visualizzazione e suoni.
– Segnalibri per un accesso rapido e facile alle diverse sezioni di uno spartito.
– Creazione di punti di collegamento per i ritornelli o il salto immediato a punti diversi dello spartito in pagine diverse.
– Supporto per i tipi di file più utilizzati, tra cui immagine, PDF, testo e Chord Pro.
– Possibilità di trasposizione accordi nei formati testo e Chord Pro.
– Ritaglio manuale o automatico per l’eliminazione di margini inutilizzati dello spartito.
– Creazioni di Liste e Collezioni per un efficiente raggruppamento dei brani.
– Potenti funzioni di gestione della libreria tramite utilizzo di Tags per un completo controllo dei dati contenuti nella libreria.
– Applicazione gratuita per PC per semplificare ulteriormente le operazioni di creazione/modifica delle song e la gestione dei backup.

La maggior parte di queste funzionalità è inutile per quanto mi riguarda ma chi legge potrebbe trovarle importanti.

Jpeg

Una delle caratteristiche a mio avviso principali non citata in quelle elencate dal produttore è la fondamentale possibilità di importare i PDF da un qualsiasi servizio cloud come Google Drive, DropBox eccetera. Una manna, se ci si pensa un attimo. Niente collegamenti al PC del dispositivo, niente ricerca di cartelle dove mettere il file.
Dal PC si caricano i PDF sul servizio cloud che si adopera (io uso Google Drive) e l’APP è in grado di importare i PDF direttamente.
Un’altra caratteristica notevole è la possibilità di visualizzare la musica con un “filtro seppia”. Eliminare quindi quel fastidioso bianco-lampada delle pagine digitali utilizzando il tema scuro. Posso leggere per ore dallo schermo senza avvertire alcuna fatica.

Una cosa che non ho mai usato per ragioni personali è il pedale bluetooth per sfogliare le pagine. L’ho acquistato, usato due volte e messo via. La distrazione che causa all’esecuzione – per quanto mi riguarda – è eccessiva.

Negli anni successivi ho studiato a fondo ogni particolare funzione di MobileSheetsPro e l’elenco è davvero lungo: ho la certezza che l’uso effettivo che ne faccio non superi nemmeno il 40% delle potenzialità.
Ho imparato a tracciare segni sugli spartiti virtuali. a creare voltate, organizzare diversi programmi dei concerti creando le cosiddette “liste” e molto altro.

Jpeg

L’abbinata è ad oggi perfettamente funzionante.
La batteria, a distanza di oltre tre anni dall’acquisto, supera le sei ore di visualizzazione (niente internet, niente 3G, niente GPS, niente app in background).

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