Il mistero della foto finale di Shining di Stanley Kubrick

1921 L’ANNO DEL MISTERO

Abbiamo letto di tutto sulla scena finale del film di Kubrick (vedi foto sopra), quella che tutti si sono scervellati a interpretare nei modi più “pittoreschi”, arrivando a sostenere ipotesi fin troppo filosofiche e “trascendenti”, con allusioni al male, all’eterno ritorno dell’uguale ecc.

E invece no. Non c’è nessun mistero, nessun segreto, nessuna attinenza col libro, coi fantasmi, con gli indiani, insomma, nessun messaggio criptico. O meglio, un messaggio c’è ed è abbastanza importante, ma non lo è affatto per il film, per la trama e per il finale della vicenda. E Kubrick non poteva metterlo che nel finale.

Perchè nel finale?

Che cosa troviamo, di norma, nei finali? La “risoluzione della vicenda”? Sì, certo.
E dopo? I “titoli di coda”
Si, anche questi, ma un po’ prima di questi? I ringraziamenti.

Non raramente in coda alla pellicola di un film o nelle ultime pagine di un libro, troviamo proprio i ringraziamenti.
E la foto del 1921 è proprio un ringraziamento – criptico – che Kubrick sentiva “dovuto”, perchè in effetti, sorprendentemente, gran parte del successo del film è dovuto proprio ad un particolare evento del 1921.

I FANTASMI DIETRO SHINING
Il grande regista avrebbe potuto ringraziare Stephen King, autore del libro da cui il film è tratto, ma non lo fa. E, detto tra noi, è King che dovrebbe ringraziare Kubrick. Il romanzo è decisamente inferiore alla pellicola.

Chi c’è allora dietro al film di Kubrick, dietro l’imponente massa dell’Overlook Hotel e dell’orrore che vi si cela? Logico che chi legge questo post, dovrebbe aver già visto il film e magari anche letto il libro.

Descrivo molto velocemente cosa è, in sostanza, il finale di Shining.
Jack Torrance è morto congelato sotto una bufera di neve (nel libro è saltato in aria insieme con tutto l’hotel), dopo aver provato a fare a pezzi, forse (dal libro non sembra neanche tanto) posseduto dall’Hotel, moglie e figlioletto, come aveva fatto anni prima il vecchio guardiano, il fantomatico Mr. Delbert Grady.
Il film si chiude con una ripresa sul gruppo di fotografie in bianco e nero in fondo alla hall dell’hotel (in cui ora domina una placida tranquillità). La scena si blocca su una foto di un festante gruppo di persone nella Golden Room (la sala da ballo), probabilmente in occasione di un evento galante, perchè sono tutti in abito da sera.

La foto è datata 5 Aprile 1921 ovvero circa 50 anni della vicenda appena conclusa. Poi c’è un’altra frase, “wish you were here”, ma per il momento non ci interessa (per lo meno, non in questa chiave di lettura, ma scriverò qualcosa sull’argomento).
Ci interessa invece che là davanti in primo piano nella foto del 21, c’è il bel faccione ammiccante di Jack Nicholson/Torrance, anche lui elegantissimo, anche lui 50 anni prima.
E qui sta il problema che nessuno è riuscito mai a risolvere, mentre Kubrick se la rideva alle nostre spalle.

LA SCENA FAMOSA
Saltiamo da una scena a un’altra che non c’entra niente, ma non siamo pazzi e lo facciamo a ragion veduta.
“Cappuccetto rosso, su apri la porta! Su apri, non hai sentito il mio toc toc toc? Allora vuoi che soffi, vuoi che faccia puff! Allora devo aprirla io la porta!…..Sono il lupo cattivo!!”
Si tratta della scena più famosa del film, quella in cui Jack sfonda a colpi d’accetta la porta del bagno dove si erano rifugiati la moglie Wendy e il figlio Danny.

E’ una scena cult, rimasta nella storia del cinema, un parto di Kubrick, giusto? Nemmeno per sogno.

Victor Sjöström
Veniamo al sodo: L’ombra dietro Stanley Kubrick è Victor Sjöström, un regista svedese (si legge “siestrem“).
Se cominciano ad affollarsi una serie di punti interrogativi nelle vostre teste, vi posto un link che (si spera) vi chiarirà le idee. Guardatelo e stupitevi.

Sì, esatto: è la scena famosissima di Shining!
Però sessant’anni prima di Shining, sessant’anni anni prima di Kubrick!

Ormai avete capito che Kubrick ha girato la scena “culto” di Shining fotocopiando una scena di un altro film intitolato “KORKARLEN-THE PHANTOM CARRIAGE”, in bianco e nero e muto, diretto appunto da Victor Sjöström.

IL CERCHIO SI CHIUDE
Prima di chiudere una volta per tutte il cerchio, però, ci tengo a precisare che le mie sono pure e semplici deduzioni convalidate però da rilevanti coincidenze, che rendono estremamente plausibile la mia tesi. Potrei certo aver preso un granchio (e rispetto le idee di tutti), ma la coincidenza rimane comunque troppo forte e troppo sbalorditiva. Chiusa questa precisazione, passiamo ad un rapido riassunto.

CONCLUSIONE
La scena madre di Shining, quella di Jack che sfonda la porta del bagno, non è tutta farina del sacco di Kubrick. STANLEY KUBRICK SI E’ ISPIRATO AD UNA SCENA DI UN FILM MUTO SVEDESE, “KORKARLEN” DIRETTO DA VICTOR SJOESTROEM. E alla fine del film vuole cripticamente ringraziare il regista.
Lo fa nel più modo più elegante e silenzioso, aprendo però un grande tormentone che ha massacrato curiosi e cinefili per decenni.

Come ringrazia? Inserendo un piccolo indizio: una data. Ma si tratta non di una data qualsiasi.  Sarebbe inutile che scrivessi l’anno di uscita di KORKARLEN, perché oramai l’avrete intuito  ma lo faccio lo stesso: il film  “KORKARLEN-THE PHANTOM CARRIAGE” è stato prodotto nel 1921!

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