Il quarto movimento della Sonata Classica di Alfred Uhl

La Sonata Classica di Alfred Uhl (1909 – 1992) che verrà inclusa nel progetto discografico “Novecento Guitar Sonatas” ha una storia particolare che inizia nel 1929, quando il compositore viennese scrive lo “Scherzo” (poi divenuto il III Movimento della Sonata) che Luise Walker registra per prima. Successivamente, nel 1930, vennero aggiunti gli altri movimenti e Uhl chiama l’opera complessiva semplicemente “Sonata” dedicandola ad Andrés Segovia. Schott annuncia la pubblicazione della Sonata alla fine dello stesso anno (1930) ma a causa della guerra la pubblicazione non ebbe mai luogo. La corrispondenza tra Editore e Autore riprese solo nel 1967 e due anni dopo (1969) la Sonata di Uhl viene pubblicata con il titolo “Sonata Classica” ma con un nuovo dedicatario: Karl Scheit. Non abbiamo prove o documenti scritti ma è facile supporre che il gesto di cambiare una dedica non lasci dubbi sull’atteggiamento (mutato) del compositore nei confronti del primo dedicatario. La Sonata Classica di Uhl era pertanto così articolata:

• I – Vivo
• II – Andante, molto espressivo
• III – Allegro con brio, Tranquillo dolce
• IV – Animato

Alla morte del compositore, Leo Witozynskyj (allievo della succitata Luise Walker) entrò in possesso, grazie ad un amico di Uhl (il chitarrista viennese Carl Dobrauz), del manoscritto autografo della composizione e oltre a scoprire che originariamente il terzo movimento di intitolava “Scherzo” scopre una nuova versione – anzi, una riscrittura completa – del IV movimento della Sonata. Il manoscritto venne reso pubblico nella rivista tedesca Gitarre & Laute nel 1999 e la Sonata ripubblicata con, in coda, la ”Neue Fassing des IV Satzes” (trad.: “Nuova versione del IV Movimento”).

In questo progetto discografico ho mantenuto l’”Animato” originale come IV movimento (decisamente più calzante nel contesto della Sonata) ma ho incluso anche la prima registrazione di questo nuovo finale il cui manoscritto mi è stato gentilmente messo a disposizione dal collega tedesco Andreas Stevens a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per la gentilezza e collaborazione.

 

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