Silenzi e indifferenza: tutto inutile.

Chi mi conosce bene, sa che i motivi per cui ho intrapreso un determinato percorso artistico è ben lungi dalla ricerca dell’approvazione: se questa è il risultato del mio lavoro sono contento, ma se non lo è sono contento lo stesso.
Questo però non mi rende cieco alla forzata indifferenza di chi dovrebbe avere il ruolo di rilevare nuove proposte musicali e nuova musica invece di augurare buon compleanno a compositori morti quattro secoli fa.
Recentemente ho preso visione di un articolo di un magazine di musica per chitarra sudamericano (non sarò certo io a sponsorizzarne il link) nel quale si parla – tanto per cambiare – di Agustín Barrios Mangoré e del recente film girato sulla figura del compositore. Niente di interessante.
Nel bel mezzo dell’articolo un’immagine a tutto schermo che dovrebbe rappresentare la discografia dedicata al compositore. Ci sono tutte, proprio tutte. Persino le auto-produzioni.

Non ho alcun problema ad affermare che il cofanetto pubblicato da Brillant Classics nel 2010 intitolato “Agustín Barrios Complete Music for Solo Guitar” composto da 6 CD è ad oggi la più completa raccolta di interpretazioni di un solo interprete dedicata alla musica pubblicata di Barrios. A margine, stando ai report semestrali dell’editore ha venduto oltre 4mila copie per un totale di quasi 25mila dischi singoli. Non sono un venditore di dischi ma chi lo fa per lavoro da molti anni mi ha detto che come risultato, trattandosi di musica classica e più nello specifico di musica classica per chitarra, non è esattamente da buttare via.

Long story short, l’immagine del CD Set di Barrios pubblicato da Brilliant Classics è assente.

Ho già rilevato in più di una occasione il disappunto (?) che ho creato in determinati ambienti chitarristici latino-americani registrando l’integrale della musica di Barrios; nei miei appunti compaiono domande che meriterebbero la citazione sulla cover del cofanetto come
“Come si può pensare che un chitarrista non sudamericano possa suonare bene la musica di Barrios?”
oppure
“Non ho saputo nulla finché i dischi non erano sul mercato. Perché non mi hai contattato prima di registrarlo?”.
Mi fermo per amor di decenza ma ne ho altre preziose.

A Maggio di quest’anno è uscita la raccolta “Russian Guitar Music” una raccolta in 4 CD di musica di autori russi e sovietici del XX e XXI secolo.
Non ho indagato personalmente quindi non posso esserne certo ma mi è stato detto da colleghi musicisti e compositori russi che si tratta di una delle più complete raccolte di musica destinate a quel genere di repertorio.
Non intendo sostenere che stia accadendo la stessa cosa che è accaduta per il cofanetto di Barrios, ma è per me inspiegabile il silenzio tombale dei media specialistici russi – cartacei e digitali – in merito. Non dico una recensione (per farla occorre un ascoltatore in grado di districarsi in 3 ore di musica del Novecento e Contemporanea quasi del tutto sconosciuta) ma un accenno alla pubblicazione.
Niente.
Come se non fosse mai uscito.

No, non cambia nulla, lo so. Volevo solo farlo presente a chi legge questo blog.

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