Le rose sulla neve di Angelo Gilardino

Cristiano Porqueddu Repertoire Leave a Comment

La mia interpretazione della composizione Le Rose sulla Neve (in memoriam Eso Peluzzi) di Angelo Gilardino (1941). La pagina fa parte dei celebri “Studi di virtuosità e di trascendenza” che registrai per la prima volta in assoluto nella storia della discografia per chitarra tra il 2005 e il 2007. La registrazione è oggi inclusa nel cofanetto Angelo Gilardino Complete Music for Solo Guitar 1965-2013 che la major olandese Brilliant Classics ha iniziato a distribuire dal mese di Maggio del 2015.

Eso Peluzzi (1894-1985), nato a Cairo Montenotte e morto a Monchiero, fu pittore dall’indole appartata, cultore di una poetica intimista espressa nelle squisite nature morte. Negli anni conclusivi della sua lunga esistenza dipinse molti quadri sulla liuteria. Per i paesaggi, predilesse le nevicate, che assumono toni soffusi, spesso, riflessi azzurrini, violetti e rosati. Il sottotitolo in memoriam, piuttosto che il consueto omaggio, fa risaltare il proposito evocativo.

Semplicissimo lied tripartito, dove la sezione A esplica il ruolo di un preludio (e, alla ripresa identica, di un postludio), con agili e insieme quieti arpeggi che reggono un delicato profilo melodico (Andante molto moderato). Si precisa in questo Studio uno degli aspetti particolari dello stile del compositore, consistente nell’infondere alle armonie arpeggiate una linearità melodica così forte, da risultare un vero e proprio canto spiegato. La sezione B tiene fede all’indicazione che la definisce: Andantino, come una canzonetta. E’ una melodia accompagnata proprio come una romanza da camera di fine Ottocento.

Lo Studio è certamente un’evocazione del mondo tenero e solitario di Eso Peluzzi, ma anche – più largamente – di un genere pittorico, letterario e musicale che, tra Piemonte e Liguria, ebbe una sua discreta fioritura tra i due secoli. Ad esempio, è evidente la voluta affinità – che Gilardino trattiene sempre dal volgere in imitazione – di questo pezzo con la romanza da camera di fine Ottocento e con lo stile del compositore genovese Mario Barbieri, autore di una preziosa collezione di sette preludi per chitarra, intitolata La Serra, e dedicata ai fiori.

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