Ricevo oggi da Frederick Sheppard una splendida pubblicazione dedicata alla figura del chitarrista compositore paraguayano Agustín Barrios detto Mangorè (1885-1944).
In un'epoca letteraria (e anche musicale) come quella che viviamo, fatta nella stragrande maggiorana di digitale, sfogliare una pubblicazione di questo livello è un piacere per la vista e il tatto.
Realizzata in un raffinato formato A4 a colori, costituisce una vera edizione celebrativa destinata ai collezionisti e agli studiosi. L’opera riproduce integralmente, pagina per pagina, le 147 facciate del celebre diario, mantenendone le dimensioni originali e restituendo al lettore la qualità visiva del manoscritto, con tutte le sue peculiarità grafiche e fotografiche.
La prima parte del volume è dedicata a un’ampia introduzione storica, arricchita da 37 fotografie a colori che documentano la carriera del chitarrista e ne illustrano il contesto artistico e umano. Questa sezione offre una panoramica dettagliata delle tappe fondamentali della sua vita, dei luoghi in cui si esibì e delle persone che ne accompagnarono il percorso. Il cuore della Diplomatic Edition è rappresentato dalla trascrizione integrale del diario: ogni parola del manoscritto è riportata in spagnolo e affiancata dalla relativa traduzione inglese, rendendo il contenuto accessibile a un pubblico internazionale. Il diario raccoglie i commenti e le firme di 297 persone che ebbero modo di ascoltare Barrios dal vivo; un documento di straordinaria importanza che, ironicamente, rimase dimenticato per anni in un museo antropologico di San Salvador. Solo nel 2005 il liutaio e storico Frederick Sheppard lo riportò alla luce, ottenendo dal gabinetto presidenziale di El Salvador l’autorizzazione a pubblicarne le immagini. In seguito, Sheppard collaborò con il musicologo Richard Pinnell per trasformare questo prezioso ritrovamento in un testo di riferimento unico nel suo genere. La sezione centrale del volume non si limita a riportare le testimonianze del pubblico: offre anche un quadro comparativo di particolare interesse, tra cui la valutazione di un testimone oculare che assistette nello stesso anno a un concerto di Barrios e a uno di Andrés Segovia, fornendo un confronto diretto tra due figure cardine della chitarra del Novecento.
Il libro, che conta complessivamente 440 pagine, include inoltre materiali cartografici di grande valore storico: le prime mappe note delle scuole gesuite dove Barrios ricevette la sua formazione musicale, le mappe a colori delle ferrovie e dei fiumi attraversati durante la sua carriera, e una splendida rappresentazione di Paraquaria, all’epoca il territorio più vasto del Sud America. A completare l’opera, le ultime cinquanta pagine raccolgono un ricco indice di nomi e argomenti, studiato per facilitare la consultazione e valorizzare la natura documentaria del volume.
