Nelle settimane subito dopo il lavoro di revisione della inedita Danza Argentina di Carlos Pedrell (1878 - 1941) ho avuto il piacere di ricevere la dedica dal compositore newyorkese Thomas Schuttenhelm "RECHORDATIO - Homage to Angelo Gilardino". La composizione per chitarra sola è adesso pubblicata dall'editore canadese Les Productions d'OZ con cui mi pregio collaborare dal 2019.
Meglio delle dirette parole dell'autore non potremmo chiedere:
Rechordatio è insieme un atto di memoria e un gesto di gratitudine. Il brano nasce da due relazioni musicali che hanno avuto per me un significato profondo: i miei incontri con il compositore italiano Angelo Gilardino e la mia lunga ammirazione per il chitarrista sardo Cristiano Porqueddu. Conobbi entrambi nel 2009, al festival estivo della Guitar Foundation of America a Ithaca, New York, dove Gilardino venne introdotto nella Hall of Fame. Mi ero recato lì appositamente per incontrarlo, già consapevole della sua importanza come figura centrale nella composizione chitarristica moderna. In quello stesso festival ascoltai Porqueddu eseguire una selezione dall’ampio catalogo di Gilardino. La sua interpretazione mi colpì immediatamente: una straordinaria padronanza del colore, del timbro e delle sfumature dinamiche, unita a una chiarezza interpretativa che sembrava rivelare la vita interiore della musica.
Negli anni successivi mantenni una corrispondenza con Gilardino e ebbi la fortuna di far visita alla sua casa di Vercelli. Le nostre conversazioni ruotavano attorno alla composizione. In quel periodo stava lavorando ai suoi Sette Preludi, e ricordo di aver ascoltato con lui mentre descriveva nel dettaglio il proprio processo creativo.
Porqueddu è poi diventato uno dei più importanti interpreti e promotori della musica di Gilardino, sia in concerto sia in ambito discografico. Le sue registrazioni — in particolare la sua interpretazione di riferimento degli Studi di virtuosità e di trascendenza — hanno fissato uno standard eccezionale. Dal vivo, il suo modo di suonare assume una qualità quasi ultraterrena, in cui precisione e immaginazione si tengono in un equilibrio raro.
L’impulso immediato per Rechordatio nacque dopo aver ascoltato Porqueddu in recital alla Carnegie Hall nell’ottobre 2022. Quel concerto, e il tempo trascorso insieme dopo l’esibizione, rimasero vividi nella mia memoria. La mattina seguente iniziai a delineare il brano come modo per riunire queste due figure — compositore e interprete — in un unico spazio musicale.
Al centro del lavoro vi è un’idea semplice ma generativa: le note A–G–E, ricavate dal nome di Angelo e realizzate qui come A♭–G–E. Questa cellula di tre note funge da seme sia armonico sia motivico. Si ascolta per la prima volta come accordo nella battuta iniziale — l’“accordo di Angelo” — e ritorna nel corso del brano in forme variate, agendo quasi come un ritornello. In questo modo la musica richiama continuamente la propria origine, proprio come la memoria ritorna, trasformata ma persistente.
Il titolo Rechordatio riflette questa idea di ricordo. Sebbene recordatio (latino: rievocazione) sarebbe la forma convenzionale, l’aggiunta della “h” mette in primo piano il chord, l’accordo, l’oggetto sonoro attraverso cui la memoria diventa udibile. Il brano diventa così non solo un omaggio, ma un continuo atto di rievocazione sonora.
Più in generale, il lavoro riflette il mio dialogo con il linguaggio musicale di Gilardino, in particolare con il suo approccio alla polifonia. La sua scrittura amplia le possibilità espressive della chitarra attraverso strati finemente controllati di linee e colori, spesso modellati da sottili cambi di corda e posizione. In Rechordatio, queste idee non vengono imitate, ma assorbite e reimmaginate.
Il brano è offerto in omaggio a Gilardino, la cui eredità continua a risuonare, e a Porqueddu, la cui arte assicura che questa eredità rimanga vividamente viva nel suono.
- Thomas Schuttenhelm, Maggio 2026
La composizione è distribuita in formato cartaceo e digitale dal sito dell'editore.