Iscrizione alla SGAE per la protezione dei diritti di autore /5

[QUINTA PUNTATA]

Eccoci infine giunti al quinto ed ultimo capitolo di questo Vademecum scritto per aiutare gli autori italiani nella sottoscrizione dei servizi SGAE dedicati alla protezione dei diritti di autore in alternativa ai costosi sistemi nostrani.

Nella precedente puntata abbiamo approfondito la pratica di registrazione di una nuova opera (operazione necessaria per diventare socio SGAE). In questa quinta puntata ci occuperemo di attivare un account sul portale SGAE in modo da registrare gratuitamente e completamente online (niente raccomandate, niente “ricopiare le prime otto battute”, niente scartoffie e moduli anni Quaranta) i vostri nuovi lavori: un semplice modulo da riempire con i vostri dati con in allegato il PDF del vostro lavoro.

Iniziamo, dunque.

Collegatevi al sito web https://socios.sgae.es/ssc/index.asp. Vi consiglio di mettere questo link tra i vostri preferiti. Tornerà sempre utile per l’accesso ai vostri Ticket di Assistenza, Registrazione nuova opere, Supporto eccetera.
Al centro della pagina, poco sotto i due campi di Login (Usuario e Password) trovate un link dedicato ai Nuovi Utenti (Nuevos Usuarios).

NuevoUsuario

Fate clic sulla voce “Solicita tus claves de acceso” (letteralmente Richiedi i tuoi dati di accesso) e verrete indirizzati alla procedura che vi aiuterà nella registrazione del vostro account.

Il primo passo di questa procedura prevede la selezione del tipo di utente:

NuevoUsuario2

A meno che non siate Editori o Eredi, fate clic sulla voce Autor (Autoree poi sul pulsante Sieguiente (Successivo).

Il sistema di registrazione vi proporrà il secondo passaggio, dedicato all’inserimento dei dati anagrafici.

NuevoUsuario3

I campi da compilare, rispettivamente al modulo proposto, sono:

  • Indirizzo email
  • Nome
  • Cognome
  • Codice SGAE (che nel frattempo avete già  ricevuto con la pratica di iscrizione descritta dalla Seconda Puntata di questo Vademecum)
  • Tipo di documento di identità (io per lavoro ho il Passaporto quindi, dalla casella a discesa, ho selezionato Pasaporte. Se non avete il passaporto potete usare la vostra Carta di Identità emessa dal vostro comune. In questo caso dovete selezionare la voce Estranjero P.Fis (Straniero, Persona fisica) dall’elenco proposto.
  • Numero del documento di identità (Il numero della vostra carta di identità)
  • Data di nascita

Non usate caratteri accentati e spuntate “Acepta las condiciones de utilización del Servicio a Socios en Internet (SSI)“.
Verificate con attenzione i dati digitati e premete il pulsante “Aceptar“. Il sistema registrerà la vostra richiesta e nell’arco di pochi giorni vi verrà fornita la password che, associata alla vostra email, vi consentirà  di accedere alla sezione SSI (Servicio a Socios en Internet). 

Attendete almeno una settimana e se non ricevete notizie contattate la SGAE da questo indirizzo email: sociosenred@sgae.es
Appena riceverete i dati di accesso consiglio caldamente di conservarli in un luogo sicuro.

Andiamo avanti nel tempo.  Userò i miei dati di login per catturare le schermate e spiegarvi come usare la sezione online per la registrazione di nuova opere.

NuevoUsuario4

Quando avrete la password compilate il modulo di Login visualizzato alla pagina  https://socios.sgae.es/ssc/index.asp usando la vostra eMail e – appunto – la password, spuntate la casella sottostante (“Acepto las condiciones de utilización del Servicio a Socios en Internet (SSI)”) con la quale dichiarate di accettare le condizioni d’uso dell’area SSI della SGAE e dunque premete il pulsante Entrar subito sotto.

Da questo momento in poi, in questo post che leggete, fate clic sulle immagini per zoomarle. Se riducessi le schermate, risulterebbero illeggibili.

La pagina principale della sezione SSI si mostra così:

Fai clic per ingrandire

Il menù a sinistra vi consente di accedere alle varie funzioni dell’area, incluse le impostazioni e le funzionalità.
Il menù a destra, invece, è strettamente legato alle comunicazioni dalla sede centrale SGAE e ai report economico-finanziari.

Ci occuperemo, in questa fase, della registrazione delle nuove opere via internet. Una comodità estrema, paragonato al sistema obsoleto ed elefantiaco della SIAE.

Dal menù a sinistra selezionate la voce “Declaración Obras Vía Internet” (Deposito delle opere via internet).

AccessoSGAE02

Verrete indirizzati alla prima pagina della procedura di deposito che vi chiede l’accettazione di tutte le clausole di funzionamento e d’uso del sistema di deposito delle opere online. Se avete problemi nella comprensione del testo, inviate una richiesta in risposta a questa puntata.

Spuntate la voce “Acepto las condiciones de uso” (Accetto le condizioni d’uso) e fate clic sul pulsante sottostante “Entrar”.

Accederemo alla nostra area personale nella sezione SSI della SGAE dalla quale dovremo decidere che genere di opera intendiamo depositare.

AccessoSGAE04

La prima voce è utile se intendete depositare opere teatrali.
La seconda se intendete depositare opere musicali
La terza se intendete depositare opere audiovisuali.

Avrete senza dubbio notato che sotto ogni voce è presente una voce “Cómo declarar obras…“. Si tratta della possibilità di scaricare un PDF-guida (in lingua spagnola) relativo alla voce. Se lo ritenete opportuno scaricatene una copia anche per riferimenti futuri.

Andiamo avanti e facciamo clic sulla seconda opzione e più precisamente sulla parola “Musicales” in rosso e verremo collegati ad una pagina che elenca i nostri lavori:

SgaeNuevaObra1

Facciamo un piccolo passo indietro per spiegare la funzione della casella in alto a sinistra “Elija estado” (“Scegli uno stato”): quando inviamo una nuova opera per essere depositata, questa necessita di alcune settimane (generalmente non più di 4) per poter essere registrata. Fino a quel momento lo status del deposito è “En trámite” (“In lavorazione”). Quando avrete opere già registrate potrete verificare voi stessi che dalla stessa casella sarà possibile attivare gli altri due filtri: “Rechazada” (“Rigettata”, “Rifiutata”) e “Aceptada” (“Accettata”)

SgaeNuevaObra2

Andiamo avanti e facciamo clic sul link “Declarar Nueva Obra” (“Dichiarare/Depositare una nuova opera”).

Verremo collegati alla pagina seguente:

NuevaObraSgae3

Non dovrebbe essere troppo complesso, anzi, è tutto sommato piuttosto intuitivo.

1 – Il mio suggerimento di mantenere un unico titolo è sempre valido. Specificatelo nella casella “Titulo original” (“Titolo originale”).

2 – Nella casella “Género” (“Genere”) specificate il tipo di composizione sulla base delle istruzioni che vi ho fornito nella quarta puntata di questo Vademecum.

3 – Le tre caselle H M e S riferite al campo “Duración” non sono altro che la durata del vostro lavoro espressa in Ore, Minuti e Secondi.

Passiamo dunque alla tabella sottostante nella quale vengono specificate le percentuali di diritti di autore e il ruolo di uno o più autori/compositori.

4 – A seconda del vostro ruolo nel deposito dell’opera potete selezionare una delle opzioni proposte:

NuevaObraSgae4

Nel caso di una nuova composizione musicale (questo Vademecum è impostato proprio su questa destinazione d’uso) sceglieremo “Compositor” (“Compositore”).

5 – Nella casella seguente dovreste trovare di default il vostro nome e cognome. Il Codice Socio, per il proprietario dell’account, è omesso perché ritenuto inutile.

6 – Accanto alla casella a discesa che contiene il vostro nome e cognome trovate il campo “% Derechos” (“Percentuale di diritti”). Se siete gli unici autori dell’opera che state depositando scrivete 100 in questa casella e saltate il punto 7 di questa procedura, altrimenti proseguite nella lettura.

7 – Se non siete gli unici autori dell’opera che state depositando dovete specificare nella riga sottostante i dati relativi al co-autore (o co-compositore). Tutto identico a prima fatta eccezione per la specifica del Codice Socio che andrà obbligatoriamente indicato. Inutile dire che il totale dei diritti non può superare il 100%.

Sotto la tabella sono specificati i vostri dati di contatto e l’indirizzo postale.

Verificate con attenzione tutti i dati immessi e premete il pulsante “Continuar”: verrete reindirizzati alla pagina finale della procedura nella quale vi verrà data la possibilità di inviare il file della vostra composizione.

Più dettagliatamente:

NuevaObraSgae5

1 – El texto literario (letra)   (Formatos: Word o PDF)
Il file word o pdf del testo nel caso stiate depositando un’opera con testo o un’opera letteraria

2 – La partitura   (Formatos: TIFF o PDF)
Il file tiff (immagine) o pdf della partitura musicale

3 – El fichero de audio   (Formato MP3)
Il file audio dell’opera che state depositando

4 – La autorización de los autores originales para arreglo/adaptación   
Nel caso stiate depositando un arrangiamento o trascrizione, l’autorizzazione dell’autore a procedere nel deposito in formato tiff o pdf

5 – La licencia de publicidad   (Formatos: TIFF o PDF)   
La licenza di pubblicazione in formato tiff o pdf

La somma dei file non deve superare i 10 MB. Per questo motivo direi che è opportuno evitare tassativamente i file in formato tiff (immagini non compresse) e preferire sempre i file pdf.

Se non sapete come ottenere dei file PDF dai vostri file attuali, installate una stampante virtuale gratuita come doPDF e mandate i vostri file in stampa con la medesima stampante.

Mi pare logico che nel caso di una composizione musicale l’unico file obbligatorio sia quello della partitura in formato PDF. Se volete potete anche inserire il file audio. Io non l’ho mai fatto.

Terminato l’upload del file fate clic sulla voce Enviar e i giochi sono fatti. Avete inviato alla SGAE la vostra prima richiesta di deposito.

Ed eccoci giunti alla fine. Il Vademecum per la registrazione alla SGAE e il deposito di un’opera usando il sistema SSI del portale sgae.es finisce qui. Nella speranza vi sia stato utile vi invito ad utilizzare esclusivamente la piattaforma di discussione integrata nel blog per ogni eventuale richiesta di supporto, anche di traduzione.

Se hai apprezzato questo post, offri un caffè allo staff del Forum Italiano di Chitarra Classica.

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90 Comments

    1. Ciao Maria.
      Guarda, è una delle prime domande che posi dopo la registrazione al supporto soci. Ecco la loro risposta:

      “El promedio de tiempo de revisión efectiva de cada registro on-line de obras vía SSI se encuentra en torno a dos semanas aproximadamente, aunque este plazo es orientativo y en ocasiones se puede acortar o incrementar en unos días en función del volumen global de entradas de registros on-line recibidas.”

      Significa che il tempo di registrazione di una nuova opera registrata con il supporto SSI (quello online) è di approssimativamente 2 settimane ma che si tratta di un limite orientativo che può oscillare a seconda del volume di opere da registrare.

      Per la Sonata I “Des couleurs sur la toile”, lo ricordo bene, attesi oltre 45 giorni.
      Per il primo brano depositato “Diptico de la oscuridad”, attesi 17 giorni.

  1. Ciao cristiano
    Anch’io mi unisco al coro e spero di poter essere anch’io di aiuto.
    Sono iscritto siae da piu’ di 20 anni e oltre ad essere musicista sono anche gestore di locale: che la SIAE sia una masnada di delinquenti ve lo posso confermare e sottoscrivere. Nel prosieguo vi racconterò un po’ di cose se vi interessa. Comunque ci stiamo organizzando perchè questo schifo deve finire!
    Vi terrò informati.

    Nel frattempo ti volevo chiedere una cosa non prima di dirti che sono andato alla sede SGAE di Barcellona un paio di mesi fa perché volevo aprire delle edizioni discografiche con loro e quindi mi sono informato; ma mi era parso di capire che sia per l’editore che per l’autore era necessario presentarsi di persona per iscriversi. Ma forse ho capito male e serve solo per gli editori…
    Da quello che scrivi e se la tua iscrizione è andata a buon fine credo di aver capito male. Confermi?

    Poi un’altra cosa che non ho capito e che se io sono iscritto alla SIAE non posso iscrivermi anche alla SGAE vero? Oppure posso anche lasciare dei brani depositati alla SIAE e iscrivere quelli nuovi alla SGAE?
    Ti terrò informato su tutto e ne ho anche tante da raccontare sulla SIAE.

    Ti ho scoperto tardi ma ti ringrazio a nome di tutti i piccoli autori-compositori ma soprattutto a nome della cultura e della creatività (la SIAE e i suoi scagnozzi stanno uccidendo la cultura e l’arte in Italia) per quello che hai fatto e fai.
    Ciao e grazie!

    1. Ciao Francesco,

      mi sono reso conto del modus operandi della SIAE da quando, per la prima volta, essendo dal 1998 il direttore artistico di un ente no-profit che organizza concerti e appuntamenti legai alla musica classica, ho tentato di organizzare una manifestazione artistica: lo scopo della società non è quello di far pagare i diritti di autore (a mio parere cosa fuori discussione e assolutamente sacrosanta) ma quello di arricchire i soliti noti, cantautoruncoli eletti a “vettori” della musica in un’Italia che, della musica, sa ben poco.

      Fatto questo cappello introduttivo cerco di rispondere meglio che posso alle tue domande.

      Ti confermo che per poter divenire membro della SGAE non è necessario presentarti di persona presso una filiale: sarebbe una cosa da Italia. No, niente di simile. Ti confermo che la mia iscrizione (e le moltissime di altri utenti che in questi mesi mi hanno contattato) è andata a buon fine. Sono un socio della SGAE, le mie composizioni sono depositate e protette in tutto il mondo e ho pagato 15,00 EUR una tantum. Non devo pagare altro e non dovrò pagare altro.
      Ho fatto tutto con una raccomandata internazionale e deposito le mie opere con un sistema online all’avanguardia che necessita di un PDF e dei miei dati.
      Tutto qui.
      Sembra fantascienza, lo so, lo sembra anche a me mentre scrivo ma è così. Qui, essere creativi, è un malanno.

      La doppia iscrizione non è vietata e non vedo come possa esserlo. In effetti il deposito di opere è libero (puoi farlo o meno) e anche se sei un socio SIAE puoi divenire anche socio SGAE per depositare le tue nuove composizioni. Ma scusa, perché non porti tutto alla SGAE? Fai una disdetta e registri tutto in Spagna. Pensaci bene, potrebbe essere qualche giorno di pratiche ma poi sei libero da catene e pizzi annuali che, ad oggi, nessuno è stato in grado di spiegarmi.

      Un saluto.

      1. ciao Cristiano ti spiego la questione……..
        devo ancora capire come funziona la storia degli ever green…sai cosa sono???
        io ho uno di questi che essendo editato dal 1985 fra un anno diventa o dovrebbe diventare brano SEMPRE VERDE(ever green)……e non vorrei che con la disdetta questo non mi venga riconosciuto…..infatti è ormai 4 anni che provano in maniera sistematica di inviarmi bollettini con piccole cifre di 20.00 30.00 euro da pagare….dicendomi che nell’anno non sono riuscito a coprire la quota associativa…..perchè in questo modo perdere il brano non diventerebbe ever green…..e sarebbe escluso dal calderone dei borderò sbagliati……..solite storie insomma …quindi ogni hanno sono costretto a telefonare …o andare alla siae di persona per fargli vedere che ci dev’essere qualche errore …..e cosi sistemano la cosa …ma ogni anno ci riprovano…(3 giorni fà mi hanno rimandato un bollettino)…..con la speranza che uno sia distratto e lo paghi cosi hanno la prova che non hai raggiunto la quota e quindi sei fuori…….(uno schifo insomma)
        alla siae locale non ti sanno dire nulla…..e nemmeno a Roma riesci mai a capirci una mazza…….a prendere sono bravissimi…..a dare o a rispettare i tuoi diritti assolutamente no…anzi.
        Comunque devo capire se anche lascio la siae il discorso brani sempre verdi …resta valido oppure decade….un casino saperlo.
        A fine mese vado a barcellona per aprire le edizioni e voglio chiedere alla SGAE prima e allo stesso tempo andrò alla Siae a Roma(anche se so già che sarà un viaggio a vuoto)….ma porterò con me il mio amico avvocato e musico…per capirci qualcosa……….
        ma ti terrò informato sugli sviluppi

        1. Ever Green? Conosco il significato nella musica leggera ma non ho la più pallida idea di che cosa sia per la SIAE.
          L’invio sistematico di bollettini con piccole cifre è una pratica che ho sentito denunciare da moltissimi compositori iscritti. Sparano nel mucchio: qualcuno ci casca.

          Fammi (e facci) sapere se riesci ad avere l’okay da SGAE per le edizioni e – buona fortuna! – se riesci a trovare qualcuno in SIAE che ti dia informazioni in merito.
          Sarebbero informazioni molto utili.

  2. Ciao Cristiano, vorrei farti una domanda sulle liquidazioni che effettua la sgae. Se un mio brano viene utilizzato qui in Italia, è la siae l’organismo preposto alla raccolta dei proventi e al loro successivo inoltro all’autore stesso appunto. E qui già vorrei chiederti: dopo quanto tempo dalla consegna del bordereau la siae comunica alla sgae che un’opera del suo repertorio (suo, della sgae) è stata utilizzata in Italia? In questo caso come agisce la SGAE? Io sul mio profilo sgae quand’è che vedrò i diritti maturati? (ti sarai accorto che il profilo è cambiato, sulla home abbiamo tutti i dati economici di nostro interesse).
    Grazie!

    1. Ciao Eugenio. La SIAE raccoglie i dati dell’esecuzione del brano protetto (e depositato in una qualsiasi società di protezione dei diritti di autore) ed è poi tenuta a comunicare l’avvenuta esecuzione.
      I tempi dipendono tutti dalla segnalazione della SIAE. Io, nel dubbio, quando un mio brano viene eseguito, effettuo una comunicazione formale alla SGAE usando questa pagina:
      http://www.sgae.es/socios/musica/gestiona-tus-derechos/notifica-tus-conciertos/

      1. Scusami Cristiano, ma ho appena ricevuto una mail dalla SGAE in risposta ad una mia richiesta di chiarimenti sulla faccenda. Ecco il testo: “SIAE doesn´t declare your concerts. You should notify your performances to SGAE, and SGAE, through our International Department, will try to collect your rights to SIAE”…Ma la SIAE non è obbligata a comunicare alla SGAE l’avvenuta esecuzione di un brano tutelato all’estero secondo quanto risulta dai bordereaux? E poi, il fatto di notificare noi stessi che un nostro brano è stato utilizzato, è obbligatorio o facoltativo?

  3. Ciao Cristiano,
    prima di tutto complimenti per la spiegazione di tutto l’iter per iscriversi alla Sgae.
    Solo volevo chiederti una cosa: se mi iscrivo alla Sgae e poi i concerti dei miei brani vengono fatti qui in Italia, materialmente chi organizza il concerto cosa deve fare in merito alla Siae? Cioè va alla Siae, dichiara il programma con il mio brano da eseguire in Italia e quanto paga per l’esecuzione in Italia? Perchè da quello che ho capito la Siae si trattiene una cifra e lo stesso la Sgae…è corretto?
    Altra domanda che mi viene in mente ora: bisogna iscrivere per forza tutti i brani che vengono scritti ed eseguiti, alla Sgae?
    Grazie e ciao!

  4. Ciao Cristiano,
    complimenti per queste tue pagine.
    Ho seguito tutti i passaggi per diventare socio e per registrare il primo brano.
    Ho inviato tutto il materiale richiesto lo scorso 9 ottobre (la SGAE lo ha ricevuto il 17), ma ad oggi non sono stato ancora contattato da nessuno.
    C’è da preoccuparsi?
    Grazie e complimenti ancora!

        1. Caro Cristiano,
          ti scrivo a distanza di qualche tempo per dirti innanzitutto che l’iscrizione è andata a buon fine pochi giorni dopo il mio primo commento e che, grazie alla procedura online, ho già depositato tutto il mio materiale. Ti ringrazio, quindi, ancora una volta per aver condiviso queste pagine e consiglio a tutti l’iscrizione alla SGAE, seguendo alla lettera quanto da te scritto.

          Vorrei avere, se ti è possibile, un tuo parere su un’altra questione, sempre legata al tema SGAE/SIAE.
          Nel prossimo mese di settembre uscirà in Italia un album del gruppo in cui suono, pubblicato da una piccola etichetta, che contiene delle mie composizioni già depositate in questi mesi alla SGAE. L’etichetta mi ha consigliato di rivolgermi a una società di edizioni (iscritta alla SIAE) che dovrebbe occuparsi della riscossione delle royalties presso la SIAE, in cambio di una mia cessione a loro, temporanea, dei 12/24 di alcuni diritti sui brani, loro depositerebbero i pezzi presso la SIAE e, per esempio, verificherebbero poi gli eventuali passaggi in radio, i borderò delle esecuzioni pubbliche ecc.
          La questione è la seguente: nel mio caso, c’è davvero bisogno di rivolgersi a una società di edizioni? Non dovrebbe pensarci direttamente la SGAE, dopo una mia comunicazione con tutti i dati relativi all’album che verrà pubblicato, a informare la SIAE? Anche per i borderò degli eventuali concerti o delle esecuzioni pubbliche, vale lo stesso discorso: potendo compilare direttamente l’apposito modulo della SGAE, sarà quest’ultima a esigere quanto dovuto dalla SIAE, giusto?
          Se mi confermi quanto detto sopra, che senso ha rivolgersi a una società di edizioni che dovrebbe svolgere un lavoro che la SGAE compie gratuitamente per i suoi soci?

          Ti ringrazio in anticipo per l’attenzione.
          Un saluto e a presto.

          1. Non vedo perché appoggiarsi ad una società (un’altra!) che ti costringe ad una cessione – seppur temporanea – dei tuoi diritti di autore.
            La stessa cosa può essere fatta senza questo meccanismo: ho poche settimane fa finanziato la produzione di un CD di musica Jazz e di tutti questi meccanismi non ne ho sentito l’esigenza. Paghi la sala di registrazione, mandi in stampa i CD pagando i bollini SIAE – cifra irrisoria – che vanno obbligatoriamente pagati per i supporti stampati e che circoleranno in Italia. La vendita dei CD e la vendita online (iTunes, Amazon, Spotify ecc.) saranno curate da chi vorrai (o da chi vorrà l’etichetta discografica).

  5. Ciao Cristiano, vorrei farti una domanda sulla SGAE. Ho visto che mesi fa pubblicasti una foto in cui mostravi di aver ricevuto i primi diritti dalla Spagna. Mi potresti dire, se c’è scritto da qualche parte, a quanto ammontano le trattenute della SGAE? E la SIAE, quale percentuale trattiene, che tu sappia? Queste trattenute, infine, sono delle tasse o solo spese di segreteria?
    Grazie!

    1. Ciao Eugenio e grazie per aver inviato la tua domanda qui sul Blog.
      Sì, il post in cui pubblico la ricezione dei miei primi diritti dalla SGAE risale al 24 Dicembre 2014.
      Dal 1° Gennaio 2015 le percentuali di trattenuta effettuate dalla SGAE sono state comunicate via eMail a tutti i soci e sono le seguenti

      1. A los socios no residentes sin Certificado de Residencia Fiscal en vigor, residentes en la UE, Noruega o Islandia el 20%
      2. A los socios no residentes sin Certificado de Residencia Fiscal en vigor residentes en cualquier otro país distinto a los mencionados en el punto anterior, el 24%
      3. A los socios no residentes con Certificado de Residencia en vigor se aplicará el porcentaje establecido en el Convenio firmado entre España y su país de residencia
      4. A los socios residentes que perciben derechos como autores, el porcentaje de retención es el 19%
      5. A los socios residentes que perciben derechos como herederos, el porcentaje de retención es el 20%”

      Nel caso dell’Italia, quindi, la trattenuta è del 20%.

      Le trattenute SIAE le trovi qui. Ma da quel che so per via diretta da autori (anche con autori importanti con oltre 100 opere depositate) i pagamenti sono ridicoli e quasi sempre ridotti all’osso a causa di una politica dell’errore scandalosa: mi è stato confermato che se il titolo dell’opera è scritto persino senza un articolo corretto o se il riferimento di un’opera inclusa in una raccolta non è esattamente quello registrato, i diritti sono perduti. Dove vadano a finire i soldi credo che sia di pubblico dominio.

      1. Grazie della risposta Cristiano; ti ho scritto proprio perché ho ricevuto l’aggiornamento dalla SGAE. Però mi è sorto un dubbio appunto: sul link da te indicato riguardante le trattenute della SIAE leggo un 3% per i diritti provenienti dall’estero: come mai la SGAE applica un 20%.
        Potresti dirmi se funziona così? Un mio brano viene eseguito qui in Italia, la SIAE applica le sue trattenute (3% o quanto?) e invia la parte rimanente alla SGAE che applica anche lei le sue trattenute (20%?).
        Te lo chiedo perché ancora non mi è capitato di ricevere dei proventi nonostante dei miei brani siano stati eseguiti (e qui un’altra domanda, se posso: a livello di tempistica, quanto hai aspettato per ricevere i tuoi primi proventi?)
        Ti ringrazio nuovamente 😉

        1. La SGAE applica il 20% di trattenute per tutti gli iscritti appartenenti all’UE. Puoi, per favore, indicarmi dove leggi “3% per i diritti provenienti dall’estero”?
          La tempistica di pagamento è di circa 12 mesi.
          Alcuni miei brani sono stati eseguiti nel mese di Dicembre 2013.
          Ecco qui uno screenshot dell’ultimo pagamento che SGAE mi ha inviato (si tratta della nuova area “Socios enlínea” per la quale andrà in linea una guida, qui sul blog, questa estate durante i mesi di Luglio e Agosto) relativo al Semestre 2 del 2014:

          CLIC PER INGRANDIRE

          Qui trovi l’immagine più grande > http://goo.gl/ti7BqA

          Il tempo di attesa tra l’esecuzione e la liquidazione è di circa 10-12 mesi.
          Tra la liquidazione e il bonifico, come vedi, passano un paio di settimane.

          La SIAE dovrebbe (dovrebbe!) comunicare alla SGAE l’esecuzione di un’opera avvenuta su territorio italiano. Io non mi fido: non dimenticate di segnalare l’esecuzione dell’esecuzione delle opere allegando tutta la documentazione possibile.

          1. A pagina 24 di questo link (è la relazione di trasparenza annuale della SIAE, anche se è del 2013, non sono riuscito ancora a trovare quella del 2015) è indicato che le provvigioni trattenute dalla SIAE per i diritti dall’estero (o, a questo punto, verso l’estero, non sono sicuro) ammontano al 3%. Le trattenute sono generalmente poco più alte rispetto alla SGAE (siamo tra il 21 e il 22%). Tornando a noi, è proprio questo il punto: ho capito che la SGAE trattiene un 20% sulla somma che la SIAE le invia. Ma la SIAE quanto trattiene?
            Non è molto chiaro, pensa che addirittura ero convinto che il meccanismo funzionasse al contrario, e cioè che la SIAE trattiene il 22% in questo caso e la SGAE, ricevuti i proventi rimanenti, trattiene una percentuale a sua volta che credevo essere attorno al 3%. Ma se anche la SGAE trattiene un 20%, a lungo andare, si va a perdere, o no?

            Il link è questo: http://www.siae.it/documents/Siae_Documentazione_Relazioneditrasparenza2013.pdf

          2. Dal documento (di due anni fa, tanto per rendere l’idea) si evince che la SIAE trattiene il 3% per le spettanze provenienti dall’estero ma, salvo controprove, credo si faccia riferimento alle opere registrate presso la SIAE. Non è chiaro a quanto ammonti la trattenuta di un’opera non registrata alla SIAE ma dalle cifre che ho ricevuto credo che le percentuali siano minime se non inesistenti.
            Io, in ogni modo, della SIAE non mi fido e ad ogni esecuzione di un mio brano di cui vengo a conoscenza effettuo una segnalazione formale alla SGAE.

  6. Sì, chiaramente il documento fa riferimento al caso in cui un’opera registrata presso la SIAE venga utilizzata all’estero. In questo caso, la SIAE dovrebbe trattenere questo 3% ma la trattenuta più “grossa” forse è a monte, vale a dire presso la società del paese in cui l’opera è stata usata (e infatti, nelle FAQ delle SIAE si legge “…così, ad esempio, se un brano depositato alla SIAE viene eseguito durante un concerto in Francia, la Società di autori francese SACEM provvede ad incassare i proventi secondo le proprie tariffe, e, dedotta la propria provvigione, li trasmette alla SIAE per il successivo pagamento agli aventi diritto.”
    Quindi la SACEM incassa secondo le proprie tariffe e invia la rimanente parte alla SIAE che dovrebbe dedurre un ulteriore 3%. Varrebbe lo stesso nel caso stessimo parlando della SGAE: la SIAE deduce le sue provvigioni (21-22%, dipende) e invia alla SGAE i diritti la quale dovrebbe dedurre una percentuale irrisoria (ho già scritto alla SGAE per chiedere delucidazioni in merito)…Tu stesso dici che da quello che hai ricevuto, le percentuali dovrebbero essere minime, ma io vorrei capire CHI trattiene QUANTO, ecco :)

    Appena riceverò risposta, ti farò comunque sapere, credo sia utile essere a conoscenza del meccanismo esatto che c’è dietro.
    Grazie!

    1. Ciao Cristiano, ho appena ricevuto la risposta dalla SGAE: è proprio come dicevo io, con una sorpresa in più però!
      Praticamente nel caso in cui un brano del repertorio SGAE venga eseguito in Italia, è la SIAE (la società di competenza, appunto, sul territorio italiano) ad applicare le sue tariffe secondo il suo regolamento (e quindi siamo attorno al 21-22%) e a girare i diritti rimanenti alla SGAE la quale, a sua volta, gli gira all’autore SENZA TRATTENERE NULLA!
      Nell’email che ho ricevuto mi è stato chiaramente detto che la SGAE applica le sue trattenute solo se l’opera viene sfruttata sul territorio spagnolo (in quel caso sarebbe un 20%, comunque inferiore al 21 o 22% della SIAE) 😉

        1. Certo! Io avevo chiesto:
          “…So if a work of SGAE’s repertoire is used in another country (Italy for instance) it’ll be SIAE to apply its withholdings tax and then to send SGAE the remaining royalties without any other withholdings. Does it work in this way?”

          E la risposta è stata:
          “Eugenio, it´s correct, and we insist that our rights society only applies its withholding tax when a work of SGAE´s repertoire is used in Spain.”

          1. Grazie a nome di tutti i lettori.
            Posso però domandarti di inoltrarmi l’email integrale a cristianoporqueddu(at)gmail(dot)com?
            Non preoccuparti, sarà mia cura criptare il tuo indirizzo e ogni riferimento.

  7. Caro Cristiano, i miei complimenti, prima di tutto per la tua maestria nel suonare la chitarra come pochi. Oltre a questo, in assoluto la guida ed i suggerimenti migliori che abbia trovato in rete per sfuggire alla SIAE, che ormai non ha futuro. Comunque l’unica vera alternativa alla SIAE è rivolgersi alla SIAE estere, le altra varie opzioni COPYZERO, CC eccetera funzionano solo per il deposito delle opere, ma non per la distribuzione dei proventi.
    L’unica cosa che ancora non mi è chiara, è la percentuale che trattiene la SGAE, per i passaggi in radio e concerti, sia all’estero che in Italia. Ho provato a scrivere alla SGAE e mi dicono che se facciamo concerti in Italia o passaggi in radio italiane, la SIAE ci trattiene qualcosa, ma non sanno dirmi quanto. Per i concerti mi dicono di compilare il modulo della SGAE, e non il borderau della SIAE. Tu che esperienza hai al riguardo? In altri forum leggo che dovremo compilare il borderau della SIAE. Non capisco cosa devo fare. Grazie mille in anticipo!!! Giorgio

    1. Non ho idea della percentuale che la SIAE trattiene per le esecuzioni di musica protetta in Italia. So di per certo, però (ho avuto conferma anche da altri utenti) che la SGAE, se il concerto si svolge in un paese dell’Unione Europea e non in Spagna, non trattiene alcuna percentuale aggiuntiva.

      Per i concerti va sempre e comunque compilato il modulo SIAE (borderò). Io, ogni volta che la mia musica viene eseguita, non manco mai di comunicare l’avvenuto concerto – allegando tutta la documentazione necessaria – alla SGAE seguendo le istruzioni descritte qui: http://www.sgae.es/socios/musica/gestiona-tus-derechos/notifica-tus-conciertos/

  8. Grazie per le preziose informazioni.
    Ho inviato la domanda,pagamento e tutto il materiale per l’iscrizione giovedì scorso;questo blog mi è stato molto utile,per seguire passo passo tutte le operazioni.
    Spero che adesso mi facciano sapere prima possibile,sono impaziente….anche perchè se va in porto la cosa,mi sono liberato di un peso che per me era davvero insostenibile (la siae!)

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